«Gli edifici come centrali di energia pulita»

11 MAG 23
Ultimo aggiornamento: 18:03 | 16 MAG 25
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Non necessita certo di presentazioni ed è meglio così, poiché il suo curriculum vitæ sarebbe, in caso contrario, così ricco da riempire intere pagine del giornale: per questo l’architetto Stefano Boeri è stato presentato come un «archistar» lo scorso 10 maggio, nel corso dell’incontro, promosso a Cremona. In effetti, lo è, ma molto disponibile, cordiale, ad un tempo empatico e carismatico.
È noto soprattutto per il cosiddetto «Bosco Verticale» di Milano da lui realizzato, primo prototipo di edificio residenziale in grado di armonizzare il rapporto tra città e natura, con gli oltre 700 alberi e le 20 mila piante che lo compongono: questo modello di forestazione urbana, che concepisce la vegetazione quale elemento essenziale dell’architettura, ha “compiuto” ormai «nove anni, da quando è stato per la prima volta abitato dalle famiglie, undici da quando è stato abitato dalle piante» ed ancora oggi svolge un ruolo interessante in termini di sostenibilità ambientale.
L’arch. Boeri ha ormai firmato progetti ovunque nel mondo, soprattutto in Cina ed in Europa: tra quelli mostrati in sala, Eindhoven, Utrecht, Bruxelles, Losanna, Nanjing, così come Treviso, Matera, Bari e Prato, ma suoi sono anche il nuovo «Polo del Gusto» ed il «Centro don Minozzi» (un tempo orfanotrofio, oggi scuola di formazione), entrambi di Amatrice, nonché il Centro Polivalente e di Protezione Civile di Norcia, realizzati tutti con forte valenza di sostenibilità ed in tempi rapidissimi nell’ambito del programma benefico «Amate Amatrice», a favore delle realtà ferite in modo tragico dal terremoto del 2016.
A Cremona per presentare il progetto preliminare di (...)
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