«Infermieri e Oss: ne servono di più»

27 APR 23
Ultimo aggiornamento: 18:02 | 16 MAG 25
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«Buongiorno, è la Cosper? chiamerei per una badante…». Anna Facchini, responsabile dell’Area Non autosufficienza della cooperativa, ha ricordato, in una riunione del progetto Social care della Cattolica, le telefonate che ricevono le sue collaboratrici. «Sono bravissime - racconta - e sono in grado, nel breve tempo di una conversazione di individuare qual è il reale problema di chi chiama. Però, visto che non facciamo questo servizio di assistenza a ore, orientiamo la persona verso un’altra associazione. Nel caso specifico, diamo il contatto delle Acli e dell’Api colf. Ben venga, però, una piattaforma che ci aiuti ad indirizzare verso una buona soluzione la persona che chiama. Noi riceviamo un sacco di telefonate e non sempre abbiamo pronte le risposte. Per ogni quesito, deve esserci un’indicazione chiara. Per questo, siamo ben contenti di collaborare a questo progetto della Cattolica».
La cooperativa Cosper è nata 6 anni fa dalla fusione di tre storiche realtà assistenziali: Ginestra, Iride e Prontocura. L’idea era di unire le forze per affrontare le nuove sfide. Si dice un po’ sempre così, ma la fusione è riuscita? «Crediamo di sì – risponde Anna - oggi siamo cresciuti come numero di operatori: tra dipendenti e collaboratori esterni siamo vicini ai 300». Nel sito della cooperativa, che ha sede al civico 81 di via Bonemelli, c’è l’indicazione di un fatturato che supera i 5 milioni di euro. (...)
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