«Ora terapie intensive covid free: ma non scordo i tempi bui»

Bertolaso ha dichiarato le terapie intensive lombarde covid free, per la prima volta dal 2020. Qual è la situazione a Cremona? Ne abbiamo parlato con il dottor Enrico Storti, primario della terapia intensiva di Cremona.
«In linea con le altre terapie intensive della Lombardia, quella di Cremona è libera dal Covid da mesi. Abbiamo isolato nel tempo qualche sporadico caso, ma si è sempre trattato di positività collaterali: non c’erano polmoniti da Covid, si trattava di persone entrate in terapia intensiva per situazioni diverse e che parallelamente risultavano positive al tampone. Qualcosa di molto diverso dalle polmoniti bilaterali gravissime che abbiamo visto nelle prime due ondate della pandemia. La definizione di covid free è più che altro virologica, ma dal punto di vista clinico l’impegno negli ultimi 6-8 mesi è stato trascurabile. Il nuovo Covid non porta più a ricoveri in terapia intensiva dovuti all’insufficienza respiratoria».
Guardiamo indietro: cosa ricorda del periodo più buio della pandemia?
«Nei primi mesi ho vissuto la pandemia nell’ospedale di Codogno, in quanto sono arrivato a Cremona nel dicembre 2020. Di quel periodo, dal 20 febbraio 2020 in poi, ho ricordi che è difficile riassumere. E’ stata un’esperienza devastante, per tanti motivi. Il dramma è stato causato da due fattori: da un lato la polmonite bilaterale, che è una delle patologie che in terapia intensiva impegna di più e di per sé ha una elevata mortalità...
«In linea con le altre terapie intensive della Lombardia, quella di Cremona è libera dal Covid da mesi. Abbiamo isolato nel tempo qualche sporadico caso, ma si è sempre trattato di positività collaterali: non c’erano polmoniti da Covid, si trattava di persone entrate in terapia intensiva per situazioni diverse e che parallelamente risultavano positive al tampone. Qualcosa di molto diverso dalle polmoniti bilaterali gravissime che abbiamo visto nelle prime due ondate della pandemia. La definizione di covid free è più che altro virologica, ma dal punto di vista clinico l’impegno negli ultimi 6-8 mesi è stato trascurabile. Il nuovo Covid non porta più a ricoveri in terapia intensiva dovuti all’insufficienza respiratoria».
Guardiamo indietro: cosa ricorda del periodo più buio della pandemia?
«Nei primi mesi ho vissuto la pandemia nell’ospedale di Codogno, in quanto sono arrivato a Cremona nel dicembre 2020. Di quel periodo, dal 20 febbraio 2020 in poi, ho ricordi che è difficile riassumere. E’ stata un’esperienza devastante, per tanti motivi. Il dramma è stato causato da due fattori: da un lato la polmonite bilaterale, che è una delle patologie che in terapia intensiva impegna di più e di per sé ha una elevata mortalità...
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