Luci, ferite e attese di Trieste

23 MAR 23
Ultimo aggiornamento: 18:01 | 16 MAG 25
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«Monsignor Enrico Trevisi è il primo Vescovo che mi abbia domandato come andasse l’oratorio»: così afferma monsignor Ettore Malnati, da dieci anni a Trieste vicario episcopale per il Laicato e la Cultura. È rimasto favorevolmente colpito dall’incontro avuto col suo nuovo vescovo, monsignor Trevisi, che farà il proprio ingresso in Diocesi, a Trieste, il prossimo 23 aprile. «Non ha esitato a manifestare viva attenzione verso la pastorale e verso i giovani», sottolinea monsignor Malnati, che è anche Canonico onorario della Cattedrale e ricopre numerosi incarichi di docenza: presso l’Istituto Superiore di Scienze Religiose di Trieste e Udine, presso la facoltà di Teologia di Lugano e poi con l’insegnamento di Teologia Sistematica presso il Seminario Interdiocesano di Gorizia-Trieste-Udine, che ha sede a Castellerio. È inoltre delegato vescovile per il Servizio delle Cause dei Santi.
I natali di monsignor Malnati non sono triestini, anzi lui è lombardo, di Varese per la precisione, quindi l’oratorio per lui, così come fu pensato e voluto da san Giovanni Bosco, «è il luogo, in cui il Signore chiede di fare discernimento e di imparare circa le situazioni delle famiglie, dei ragazzi, della società». Monsignor Malnati è innamorato del Concilio Vaticano II, un evento «da valorizzare», afferma: «Viene un po’ bistrattato, ma fu veramente, come disse Giovanni XXIII, una nuova Pentecoste. Dev’essere ancora realmente approfondito e attuato».
Abbiamo intervistato Malnati per conoscere la Diocesi di Trieste, di cui il cremonese mons. Trevisi diverrà presto pastore.
Quali sono le luci?
«Innanzi tutto, Trieste è la Diocesi più antica del Friuli-Venezia Giulia, è praticamente una gemmazione dell’evangelizzazione giunta da Alessandria d’Egitto nel grande porto romano di Aquileia. Siamo nel IV secolo d.C. con i martiri provocati dalla persecuzione di Diocleziano. Anche oggi l’evangelizzazione deve tener conto di queste radici e quindi rinnovarsi al mandato di Cristo: "Andate in tutto il mondo, annunciate e battezzate". (...)».
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