Storie di trovati e salvati

Ha trascorso 40 giorni a bordo della nave soccorso “Humanity 1”, nel Mediterraneo, nel mese di ottobre e novembre dell’anno scorso e ora ha deciso di raccontare la sua esperienza in un libro, “Acquaintance - search and rescue in the Mediterranean sea” (attivate le prevendite). A “parlare” sono i suoi scatti fotografici, gli stessi che pubblichiamo in queste pagine.
La traversata di Max Cavallari con l’equipaggio e i volontari della missione inizia il 3 ottobre del 2022 dal porto di Palermo. Tra il 22 e il 24 ottobre avvengono 3 soccorsi in mare che permettono il recupero di 180 persone su 3 differenti imbarcazioni. Ci sono volute 21 richieste, di porto sicuro, prima che venisse concesso un luogo di sbarco, ma non a tutti fu permesso di scendere: 45 persone furono considerate “in buona salute” e per questo bloccate in un “limbo”, sul ponte della nave ormeggiata nel porto di Catania.
Il risultato dei 40 giorni di navigazione è un’analisi di quanto la bolla sociale dell’essere umano abbia la capacità di adattarsi a seconda degli spazi fisici, e delle persone con cui interagisce. Un reportage fotografico che racconta la storia di un confine, di esseri umani che lo attraversano e del rapporto tra loro. Una storia drammatica, tra le mille di cui leggiamo e ascoltiamo nei telegiornali. Se, la base narrativa racconta un evento simile a ciò che accade ciclicamente nel Mar Mediterraneo, dall’altra lo sguardo si rivolge verso le persone che vivono direttamente questa esperienza: limitate in uno spazio, sono tutte circondate da uno scuro, infinito e imprevedibile mare. (...)
La traversata di Max Cavallari con l’equipaggio e i volontari della missione inizia il 3 ottobre del 2022 dal porto di Palermo. Tra il 22 e il 24 ottobre avvengono 3 soccorsi in mare che permettono il recupero di 180 persone su 3 differenti imbarcazioni. Ci sono volute 21 richieste, di porto sicuro, prima che venisse concesso un luogo di sbarco, ma non a tutti fu permesso di scendere: 45 persone furono considerate “in buona salute” e per questo bloccate in un “limbo”, sul ponte della nave ormeggiata nel porto di Catania.
Il risultato dei 40 giorni di navigazione è un’analisi di quanto la bolla sociale dell’essere umano abbia la capacità di adattarsi a seconda degli spazi fisici, e delle persone con cui interagisce. Un reportage fotografico che racconta la storia di un confine, di esseri umani che lo attraversano e del rapporto tra loro. Una storia drammatica, tra le mille di cui leggiamo e ascoltiamo nei telegiornali. Se, la base narrativa racconta un evento simile a ciò che accade ciclicamente nel Mar Mediterraneo, dall’altra lo sguardo si rivolge verso le persone che vivono direttamente questa esperienza: limitate in uno spazio, sono tutte circondate da uno scuro, infinito e imprevedibile mare. (...)
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