«Su una moto o al derby, ma... Oggi troppi Microversi»

9 MAR 23
Ultimo aggiornamento: 18:01 | 16 MAG 25
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Il Metaverso è il futuro di internet? Davide Uberti, 32 anni, cremonese, product manager, da un paio d’anni sta lavorando su Metaverso e dintorni. Risponde con cautela: «Sì, forse sì. In questo momento è una domanda che si stanno ponendo tutti. Ma è necessario che ci sia un solo Metaverso, riconosciuto e non Microversi non collegabili tra loro. La mia impressione è che Zuckerberg abbia lanciato un sasso, buttato l’idea, ma non sia ancora pronto a farlo decollare. Il lancio promozionale del suo Metaverso ha creato una grande aspettativa che però è destinata a scemare se non ci saranno sviluppi concreti. Un passo importante, comunque, è di aver creato un forum con le diverse aziende del settore nella lodevole intenzione di costruire un Metaverso condiviso. Al momento, restano iniziative diverse tra loro e non conciliabili».
Il Metaverso non è solo tridimensionale, giusto?
«Giustissimo. Credo Tik Tok sia già Metaverso con milioni di giovani che si filmano, si confrontano, si scambiano esperienze. I social si evolvono, quello che immagino è che presto anche sul Meta e Tik Tok si possano effettuare pagamenti, così come già avviene con WeChat, la mega app cinese. Su Instagram, per ora, non è possibile pagare: esistono degli shop integrati ai profili, ma il pagamento poi avviene attraverso servizi terzi (i soliti payapal o circuiti mastercard)».
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