«Manca ancora un modello unico e condiviso. Questo è solo un embrione»

9 MAR 23
Ultimo aggiornamento: 18:01 | 16 MAG 25
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Le 8 del mattino, nelle disparate sedi italiane di Confindustria e vari computer collegati. “Per il progetto Academy Direttori oggi colazione con… il Metaverso”. Rudy Bandiera, 49 anni, blogger ferrarese tra i più conosciuti in Italia, aveva premesso: “Siete sicuri di volerne sentire parlare?”. «Ho detto che il Metaverso non esiste - racconta - soprattutto non esiste quello di Meta. Esistono diversi tipi di Metaverso, ma sono solo degli embrioni. Penso a Sandbox o a Roblox, che è poi un videogioco. Mark Zuckerberg ci ha investito la bellezza di 3,7 miliardi di dollari nell’ultimo trimestre del 2022. Ma per ora non c’è qualcosa di concreto. Il maggior esperto di Metaverso, Matthew Ball, ci spiega che il Metaverso dovrebbe avere 7 caratteristiche imprescindibili. Nessuno degli embrioni di Metaverso che sperimentiamo le raccoglie tutte».
Quali sono queste 7 caratteristiche?
«Innanzitutto, chi è Matthew Ball? Oggi è il consulente di Makers Fund, il più grande fondo d’investimento al mondo dedicato all’intrattenimento e ai videogiochi. È stato il responsabile della strategia globale di Amazion studios ed è considerato, appunto, il più grande teorico esperto di Metaverso. Ball sostiene che il Metaverso, per essere tale, deve soddisfare 7 caratteristiche peculiari. Deve essere: persistente, sincrono, non avere limiti di utenti, essere collegato all’economia reale. Quinta caratteristica è l’interoperabilità. La spiego: occorre che le reti sulle quali gira il Metaverso siano di diversi proprietari o anche pubbliche, in modo che non ci sia una posizione egemone. (...)».
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