«Tutto tremava e poi...»

Doveva essere un piacevole viaggio di famiglia, per poco non si è trasformato in dramma. Perché la destinazione era la Turchia con arrivo il 5 febbraio ovvero il giorno prima del terribile sisma, che l’ha devastata.
Giuseppe Novarese, medico oggi pensionato, aveva deciso di mostrare alla famiglia il contrasto tra il mondo europeo e la prima Porta d’Oriente, Istanbul. Lui è abituato a viaggiare, lo fa da cinquant’anni, ovunque, anche in luoghi oggi non più visitabili. Yemen, Iran, nessun angolo della Terra gli è sconosciuto. Con lui, per questo incredibile viaggio, c’era la moglie, Concetta Buggé, medico pediatra presso l’Ospedale Maggiore. Entrambi originari di Messina, sono giunti a Cremona nel 2008. Questa volta hanno partecipato al viaggio anche le due figlie, Enrica di 12 anni, che frequenta la II media presso la «Sacra Famiglia», e Amalia di 10 anni, che frequenta la V elementare presso la scuola «Trento e Trieste». Anche loro sono abituate alle trasferte.
Tutti muniti di passaporto, tutti registrati sul sito della Farnesina, sono partiti quel 5 febbraio, carichi di aspettative e speranze, ciascuno col proprio trolley a mano, per esser più rapidi negli spostamenti.
«Nostra figlia Enrica l’anno scorso ha studiato a Costantinopoli – ci spiega Concetta - Così abbiamo deciso di visitare la città tre volte capitale: capitale dell’Impero Romano d’Oriente, dell’Impero ottomano ed oggi della Turchia moderna». Questa era l’idea, per lo meno. Purtroppo, le cose hanno preso subito una brutta piega (...).
Giuseppe Novarese, medico oggi pensionato, aveva deciso di mostrare alla famiglia il contrasto tra il mondo europeo e la prima Porta d’Oriente, Istanbul. Lui è abituato a viaggiare, lo fa da cinquant’anni, ovunque, anche in luoghi oggi non più visitabili. Yemen, Iran, nessun angolo della Terra gli è sconosciuto. Con lui, per questo incredibile viaggio, c’era la moglie, Concetta Buggé, medico pediatra presso l’Ospedale Maggiore. Entrambi originari di Messina, sono giunti a Cremona nel 2008. Questa volta hanno partecipato al viaggio anche le due figlie, Enrica di 12 anni, che frequenta la II media presso la «Sacra Famiglia», e Amalia di 10 anni, che frequenta la V elementare presso la scuola «Trento e Trieste». Anche loro sono abituate alle trasferte.
Tutti muniti di passaporto, tutti registrati sul sito della Farnesina, sono partiti quel 5 febbraio, carichi di aspettative e speranze, ciascuno col proprio trolley a mano, per esser più rapidi negli spostamenti.
«Nostra figlia Enrica l’anno scorso ha studiato a Costantinopoli – ci spiega Concetta - Così abbiamo deciso di visitare la città tre volte capitale: capitale dell’Impero Romano d’Oriente, dell’Impero ottomano ed oggi della Turchia moderna». Questa era l’idea, per lo meno. Purtroppo, le cose hanno preso subito una brutta piega (...).
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