L'orrore della guerra: la sfida più impegnativa dell’umanità

“Un primo passo verso la rinascita”. Era il titolo dell’editoriale dell’ultimo numero del 2021, tutto improntato alla speranza grazie all’efficacia della campagna vaccinale attraverso la quale, dopo due anni terribili, si intravedeva la luce in fondo al tunnel. Come immagine simbolo del 2021 avevamo scelto un bambino durante la vaccinazione contro il Covid. Poche settimane dopo, una luce ben diversa, una luce sinistra, la luce accecante dei missili e delle bombe e del loro carico di morte, spazzava via la speranza per farci ripiombare nello sconforto: era il 24 febbraio quando la Russia invadeva l’Ucraina, dando avvio all’ “operazione militare speciale”. A distanza di dieci mesi, la guerra - perchè di guerra si tratta - è ancora in corso e non si intravedono spiragli di dialogo. E’ quindi alla guerra, che ha marchiato a fuoco il 2022, dedichiamo la prima pagina di questo numero. L’immagine scelta ritrae un gruppo di donne ucraine che manifestano in piazza, a Krakow, in Polonia, per la strage di Bucha, uno degli episodi più cruenti di questa guerra, perpetrato nel marzo 2022 da parte delle unità delle Forze terrestri russe e di quelle cecene della Guardia nazionale, con l’uccisione di 458 civili. Il dolore delle donne ucraine è lo stesso dolore delle donne russe, madri, mogli, compagne e figlie dei tanti soldati - spesso giovanissimi - mandati a morire senza un perchè (le stime non ufficiali parlano di 100mila militari rimasti uccisi in questi primi dieci mesi di guerra e altrettanti fra gli ucraini). E sono sempre le donne le protagoniste assolute delle manifestazioni di protesta di massa iniziate a Teheran il 16 settembre scorso e ancora in corso, come reazione all’uccisione della ventiduenne Mahsa Amin, “colpevole” di non aver indossato correttamente il velo...
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