«Il governo dimostra apertura. Per ora...»

29 DIC 22
Ultimo aggiornamento: 17:57 | 16 MAG 25
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Il 2022 è stato un anno difficile, anche dal punto di vista sindacale: molte sono state infatti le battaglie da ingaggiare e numerosi i problemi da affrontare, tra la coda della pandemia, una guerra in Europa e un cambio di governo. Ne esce un quadro in chiaroscuro, in cui si trovano alcuni risultati positivi ma anche molte difficoltà. Ne abbiamo parlato con Dino Perboni, segretario provinciale della Cisl Cremona.
«Il 2022 è stato un anno molto particolare», evidenzia. «Era partito con segnali positivi per l’economia, e fino al 24 febbraio abbiamo assistito ad una consistente ripresa, iniziata già verso la fine del 2021. Con lo scoppio della guerra in Ucraina, lo scenario è mutato. Portare una guerra in Europa, che ha coinvolto tutti i Paesi, compresa l’Italia, ha provocato uno shock che si è ripercosso sull’economia, con un rallentamento globale complessivo. Così ci siamo trovati a dover dare una risposta ai bisogni umanitari dell’Ucraina. Il nostro Paese e la nostra provincia hanno reagito mettendo in campo tutta la solidarietà di cui sono capaci. La nostra associazione, Anolf Cisl, ha dato risposte concrete alle persone che ci hanno chiesto aiuto. Ma la guerra ha messo anche in dubbio la tenuta della ripresa economica».
Anche perché a peggiorare le cose sono intervenuti altri fenomeni preoccupanti...
«Certo, una crescita dell’inflazione dovuta soprattutto al caro energia, ma che poi ha coinvolto tutti i beni di consumo. Questo ha ridotto il potere di acquisto, con effetti su famiglie e imprese. Se fin verso la metà dell’anno l’economia ha comunque tenuto, diverse attività (...)».
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