Montagna di alimenti raccolti e distribuiti

15 DIC 22
Ultimo aggiornamento: 17:56 | 16 MAG 25
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Una quantità difficile da immaginare, dire una “montagna”, forse renderebbe l’idea. Una montagna di «cibo salvato che avrebbe potuto trasformarsi in una “montagna di spazzatura”», esordisce il presidente Dario Boggio Marzet. I dati sono quelli del Banco Alimentare della Lombardia e si riferiscono al 2021 quando sono state raccolte 3379 tonnellate di prodotti in 370 punti vendita grazie all’accordo con 22 catene della grande distribuzione; alimenti poi ridistribuiti attraverso 213 strutture caritative «e così - sottolinea - ridiamo al cibo il suo valore». In particolare si tratta di frutta, verdura, latticini e pane; per altri alimenti, «quali la carne - continua - ci stiamo ancora lavorando, qualcosa c’è, ma siamo ancora in una fase sperimentale».
Come funziona la raccolta è presto detto: il Banco Alimentare firma la cornice contrattuale con la Gdo, «poi sono le realtà di volontariato locali, che hanno un contatto diretto con il territorio e le sue necessità, a occuparsi materialmente della raccolta. E per far questo devono garantire un numero congruo di volontari e anche la capacità di trasporto, per esempio con un furgoncino, del materiale raccolto. Realtà, dunque, che devono avere un minimo di struttura». A Cremona, per esempio, ritirano in alcuni punti vendita della città e dintorni grazie e attraverso il Banco Alimentare “La Zolla”, la “San Vincenzo”, la “Fondazione Casa Famiglia di Sant’Omobono”, la Chiesa cristiana evangelica “La vera Vite” e così pure il Convento dei Frati Cappuccini.
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