«Un ascensore sociale». Luci (e ombre) all'Aselli

I numeri sono da record: secondo Eduscopio, il liceo scientifico “Aselli” di Cremona vanta studenti con un voto medio di maturità pari a 82,7. Non poco... Ne parliamo con il preside, il professor Alberto Ferrari.
Allora, è soddisfatto dei traguardi documentati da Eduscopio?
«Una scuola liceale per sua natura deve preparare all’università. Le percentuali di chi prosege gli studi sono vicine al 100%. Per noi è dunque importante fornire una preparazione adeguata. Vuol dire chiedere ai ragazzi di dare il meglio di sé, avendo attenzione alla loro crescita globale ed aiutando ciascuno attraverso lo studio a definirsi come persona ed a trovare la propria strada. Ecco perché due dati sono importanti: quello relativo al successo scolastico, innanzi tutto. Eduscopio ci dice che, dal punto di vista dell’apprendimento, una volta usciti da qui, fanno esami universitari e li fanno bene. E poi il dato sull’alta percentuale di chi comincia qui in prima e finisce in quinta, regolarmente: significa riuscire ad unire dimensioni quali l’accoglienza e l’attenzione, la capacità di riuscire a far crescere i ragazzi. Oggi al liceo scientifico vengono fortunatamente persone provenienti da un più ampio contesto socio-economico rispetto a qualche anno fa. La percentuale di ragazzi extracomunitari è significativamente aumentata. E per me tutto questo rappresenta una ricchezza. Purtroppo ci sono anche elementi di marginalità, si iscrive al liceo anche chi non ha alcuna competenza nella lingua italiana e dunque chi il sistema non riesce ad aiutare. L’Istruzione in Italia ha un metodo formalmente molto accogliente, senza possedere (...)».
«Una scuola liceale per sua natura deve preparare all’università. Le percentuali di chi prosege gli studi sono vicine al 100%. Per noi è dunque importante fornire una preparazione adeguata. Vuol dire chiedere ai ragazzi di dare il meglio di sé, avendo attenzione alla loro crescita globale ed aiutando ciascuno attraverso lo studio a definirsi come persona ed a trovare la propria strada. Ecco perché due dati sono importanti: quello relativo al successo scolastico, innanzi tutto. Eduscopio ci dice che, dal punto di vista dell’apprendimento, una volta usciti da qui, fanno esami universitari e li fanno bene. E poi il dato sull’alta percentuale di chi comincia qui in prima e finisce in quinta, regolarmente: significa riuscire ad unire dimensioni quali l’accoglienza e l’attenzione, la capacità di riuscire a far crescere i ragazzi. Oggi al liceo scientifico vengono fortunatamente persone provenienti da un più ampio contesto socio-economico rispetto a qualche anno fa. La percentuale di ragazzi extracomunitari è significativamente aumentata. E per me tutto questo rappresenta una ricchezza. Purtroppo ci sono anche elementi di marginalità, si iscrive al liceo anche chi non ha alcuna competenza nella lingua italiana e dunque chi il sistema non riesce ad aiutare. L’Istruzione in Italia ha un metodo formalmente molto accogliente, senza possedere (...)».
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