Una "dynamo" che accende la speranza dei più fragili

20 NOV 22
Ultimo aggiornamento: 17:55 | 16 MAG 25
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Dal primo Dynamo camp sono passati 15 anni. L’obiettivo, ieri come oggi, è restituire ai bambini malati la fiducia in se stessi e nella capacità di migliorare la qualità della loro vita e quella della loro famiglia. Il credo messo in pratica è la terapia riabilitativa. L’intuizione era stata di Paul Newman, il poliedrico attore americano che, nella parte filantropica della sua straordinaria vita, l’aveva sperimentata nello stato del Connecticut alla fine degli Anni Ottanta. Il fondatore dei Dynamo camp, l’imprenditore Vincenzo Manes, era rimasto affascinato da questa realtà riabilitativa, tanto da volerla riproporre anche in Italia. Sembra che lo stesso Paul Newman avesse visitato l’area di Limestre, sulle colline pistoiesi, prima dell’inizio dei lavori.
La partenza, nel 2007, era stata quella di un semplice camp estivo che ospitava bambini gravemente malati assieme alle loro famiglie. Erano seguiti da un primo staff di esperti e dai primi volontari. Sin dalla partenza, il Dynamo camp ha aderito all’associazione americana SeriousFun Childrens network che fa riferimento all’impostazione originale dell’attore e del suo gruppo di collaboratori. Il primo slogan non è mai cambiato: il diritto alla felicità è anche per i bambini affetti da gravi malattie o da malattie croniche. (...)
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