Dopo l'incendio è allarme diossina. Gualtieri: situazione grave in città

11 LUG 22
Ultimo aggiornamento: 17:3318 GIU 26
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Ora che almeno ad occhio nudo non si vede più la nube nera alzarsi nel cielo della Capitale e anche l’odore di bruciato nell’aria è stato spazzato via dal vento, restano invece tutte le questioni innescate dall’incendio che sabato pomeriggio ha interessato il quartiere Centocelle nel quadrante sud-est di Roma. Come l’allarme per la diossina sprigionata dal rogo e come pure la questione del trasferimento degli autodemolitori su via Palmiro Togliatti che ormai va avanti dal 1997. Mentre la procura sta indagando a 360 gradi sulle cause dei roghi che hanno interessato Roma nell’ultimo mese per capire una eventuale regia criminale, il Campidoglio si sta muovendo per gestire l’emergenza rifiuti e la protesta degli autodemolitori che ieri hanno bloccato via Togliatti proprio nel tratto in cui sabato sono divampate le fiamme. «La situazione è grave», dice il sindaco Roberto Gualtieri, per cui «bisogna intervenire alle radici». Ieri il sindaco intanto ha firmato una ordinanza proprio per la pulizia straordinaria di vie private, parchi, asili nido e centri estivi nella zona in cui si è sviluppato l'incendio.

L’allarme diossina

Le fiamme infatti adesso rischiano di lasciare dietro sé conseguenze per la salute. «Valori delle diossine oltre i limiti», è il responso dei rilievi dell’Arpa nella zona del maxi incendio. Ora «questi valori – ha spiegato Marco Lupo, direttore generale Arpa Lazio – sono stati comunicati all’Asl di riferimento che valuterà se e quali misure applicare. Siamo fiduciosi che già dalle prossime ore i valori potranno tornare alla normalità». L’agenzia regionale per l’ambiente ha infatti registrato un valore per le diossine «pari al 10,6 pg/m3 superiore al valore di riferimento individuato dall’Oms per l’ambiente urbano (0,3). Già subito dopo l’incendio a lanciare l’allarme erano stati i medici della Società italiana di medicina ambientale (Sima), che ieri sono tornati sull’argomento dopo i dati diffusi dall’Arpa Lazio. La diossina sprigionata dall’incendio di Centocelle, sottolineano, determina «enormi rischi per la salute umana, essendo ben noti gli effetti cancerogeni e neurotossici di tale sostanza sul corpo umano».

La protesta degli autodemolitori

Tra ritardi amministrativi, assalti alla Regione Lazio, ricorsi al Tar e alla Consulta, promesse mancate, il dossier autodemolitori tiene banco da oltre 20 anni a Roma. E loro ieri per tutta la mattina hanno occupato viale Togliatti con le lamiere bruciate dall’incendio, sviluppatosi nel campo Casilino 900 e poi allargatosi fino ai vicini sfasciacarrozze. Una protesta contro il loro trasferimento fuori dal Raccordo. Solo l’intervento dei presidenti dei municipi V e VII e dell’assessore all’Ambiente e Rifiuti Sabrina Alfonsi, con la convocazione di un tavolo in Campidoglio venerdì, ha fatto tornare la calma. Ora infatti Comune e Regione promettono di accelerare per arrivare ad una soluzione.

Le indagini

Quattro grandi roghi solo nell’ultimo mese in città. Troppi per non vederci un atto doloso. Ed è proprio per far luce sulle cause che la procura di Roma ha aperto un’indagine e avvierà delle verifiche mirate a verificare la gestione del verde pubblico e a far luce sugli accumuli di rifiuti abbandonati. Dopo un vertice ieri a piazzale Clodio, si è arrivati inoltre a dar vita ad un coordinamento spontaneo tra tutte le forze dell’ordine per rendere più rapido ed efficace lo scambio di informazioni per le indagini.

La questione rifiuti

L’altra emergenza – legata invece all’incendio di alcune settimane fa nell’impianto di rifiuti di Malagrotta – trova già una sua prima soluzione, tra le polemiche di alcuni sindaci dell’hinterland: la vicina discarica di Albano riaprirà mentre il trattamento meccanico-biologico avverrà a Guidonia, altro Comune confinante con la Capitale. Decisioni arrivate dopo un incontro in prefettura a Roma al quale hanno partecipato il sindaco Gualtieri, il prefetto e rappresentanti della Regione Lazio. Ma i sindaci delle due cittadine interessate si dicono sorpresi per non essere stati informati.