«Serve più acqua dagli invasi alpini»

30 GIU 22
Ultimo aggiornamento: 17:51 | 16 MAG 25
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Siccità: mentre il capo della Protezione Civile, Fabrizio Curcio, si prepara a dichiarare lo stato di emergenza ed il ministro delle Politiche Agricole, Stefano Patuanelli, invita ad evitare inutili guerre dell’acqua, chi ogni giorno si trova in prima fila a gestire la crisi idrica sa quali accorgimenti assumere per limitare al massimo i danni. Ne parliamo con Alessandro Bettoni, presidente del Consorzio di Bonifica Dugali Naviglio Adda Serio.
Può farci il quadro esatto della situazione?
«Situazione ampiamente drammatica, come avevamo già segnalato nei mesi scorsi tanto al Prefetto quanto al tavolo regionale. L’agricoltura è in grave sofferenza, in alcune zone la criticità è talmente alta da compromettere ormai il territorio, in altre si sta cercando di resistere e di salvare le colture».
Da noi si evidenziano sostanzialmente due realtà, giusto?
«Sì, la prima, quella preponderante, parte da Crema ed arriva fino a nord di Cremona. È legata all’antica irrigazione, cioè l’acqua proviene dai grandi bacini idrici naturali della Lombardia, principalmente dal lago di Como e dal lago d’Iseo. E qui la criticità è molto alta. (...)
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