Distruggere per arrivare a una pace duratura e un benessere sostenibile

9 GIU 22
Ultimo aggiornamento: 15:03 | 17 GIU 26
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Quanto sta accadendo nel 2022 in Ucraina con la Crimea come punto base dello scontro in atto è un corso e ricorso storico sul quale è bene riflettere. Mitridate VI (132 a.C. - 63 a.C.) tentò una politica espansionistica nell’area del Mar Nero, cercando di creare un regno asiatico capace di contrapporsi alla crescente egemonia di Roma nel Mediterraneo. È esattamente quello che sta accadendo con la Federazione Russa che mira a costituire una importante forza di opposizione all’avanzata dei paesi occidentali tramite il posizionamento delle basi Nato. La posta in gioco è il ridisegnare le nuove grandi aree d’influenza delle superpotenze. In sintesi, ora si ripropone il ricorso storico della Crimea. Il posizionamento delle forze Nato in Europa prima del 2014 è sintetizzato dal un breve appunto di Francesco Russo su AGI del 26 gennaio 2022 “Dove sono schierate le forze Nato in Europa”. Nel luglio 2016 fu decisa la costituzione di quattro gruppi tattici in Estonia, Lettonia, Lituania e Polonia. Sono costituiti da un totale di oltre 4.600 truppe, provenienti da più di 20 Paesi, che operano in stretto coordinamento con gli eserciti delle nazioni che li ospitano.
Prima del 2014, la Nato non aveva una presenza armata sul suo fianco destro. A cambiare il quadro, quell’anno, fu l’annessione russa della Crimea, che spinse l’alleanza a interrogarsi sulla sua capacità di deterrenza a fronte di un Cremlino sempre più assertivo. La svolta arrivò con il summit di Varsavia nel luglio 2016, quando fu decisa la costituzione di quattro gruppi tattici in Estonia, Lettonia, Lituania e Polonia. Sono queste formazioni, divenute pienamente operative nel luglio 2017, i contingenti Nato già pronti al combattimento in caso di un’aggressione su larga scala all’Ucraina...
Emanuele Bettini
storico e saggista
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