«La fedeltà all'azienda è ancora un valore»

Le aziende hanno bisogno di personale specializzato. I posti di lavoro ci sono, mancano però candidati qualificati. È questo il principale grido d’allarme, che giunge forte e chiaro dalle imprese. La proposta degli Its (Istituti Tecnici Superiori) per un percorso di specializzazione post-diploma, ad esempio in campo meccatronico, ancora non sembrano aver attecchito tra i giovani, per cui restano al momento le difficoltà… Ne parliamo con la dottoressa Chiara Pea, responsabile risorse umane della Wonder SpA, Cremona.
Come sta cambiando il mondo del lavoro?
«La pandemia ha resettato la scala dei valori e delle priorità ed il mondo del lavoro, di conseguenza, riflette un po’ questo cambiamento. Sicuramente si va verso una maggiore richiesta di flessibilità, di conciliazione vita-lavoro, i dipendenti sono attratti dalla realizzazione di sé, quindi il fatto di avere più tempo libero e di riuscire a conciliare famiglia ed occupazione sicuramente favorisce questo genere di approccio. È cambiato anche l’utilizzo della tecnologia, chi si è trovato a dover operare in smart working per forza di cose ha dovuto compiere un passo in avanti e sforzarsi in questa direzione. Un’altra cosa, di cui ci siamo resi conto: in campo retributivo - questo lo percepiamo soprattutto negli ingressi delle nuove risorse - sono aumentati i livelli minimi, quindi la ral, per la quale un dipendente è disposto a spostarsi dal vecchio al nuovo posto di lavoro, ha subìto un aumento. Ciò non rappresenta una preoccupazione, solo una tendenza…».
«La pandemia ha resettato la scala dei valori e delle priorità ed il mondo del lavoro, di conseguenza, riflette un po’ questo cambiamento. Sicuramente si va verso una maggiore richiesta di flessibilità, di conciliazione vita-lavoro, i dipendenti sono attratti dalla realizzazione di sé, quindi il fatto di avere più tempo libero e di riuscire a conciliare famiglia ed occupazione sicuramente favorisce questo genere di approccio. È cambiato anche l’utilizzo della tecnologia, chi si è trovato a dover operare in smart working per forza di cose ha dovuto compiere un passo in avanti e sforzarsi in questa direzione. Un’altra cosa, di cui ci siamo resi conto: in campo retributivo - questo lo percepiamo soprattutto negli ingressi delle nuove risorse - sono aumentati i livelli minimi, quindi la ral, per la quale un dipendente è disposto a spostarsi dal vecchio al nuovo posto di lavoro, ha subìto un aumento. Ciò non rappresenta una preoccupazione, solo una tendenza…».
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