Approvato il Def, altri 5 miliardi per sostenere famiglie e imprese

5 APR 22
Ultimo aggiornamento: 07:3018 GIU 26
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Ansa | Draghi in conferenza stampa

La guerra in Ucraina "peggiora le prospettive di crescita" e nelle previsioni macroeconomiche chi è pessimista "sbaglia meno". Il Consiglio dei ministri approva il Def con una crescita al 2,9% nel 2022 (programmatico al 3,1%), ma il barometro volge al peggio: "Sul peggioramento delle prospettive di crescita ha pesato l'aumento dei prezzi dell'energia e la fiducia dei consumatori e degli investitori che è diminuita e che era molto positiva all'inizio dell'anno. È diminuita non solo per l'aumento dell'inflazione, ma per la
situazione generale bellica, è una guerra vicina a noi. Consumatori e imprese vedono un futuro meno positivo".
Nonostante le nuvole nere all'orizzonte, l'Italia non deflette nella sua linea contro l'invasione russa: "Ci chiediamo se il prezzo del gas possa essere scambiato con la pace. Preferiamo la pace o stare con il condizionatore d'aria acceso? Questa è la domanda che ci dobbiamo porre".
L'espulsione di 30 diplomatici russi è stata "una decisione coordinata con la Ue". Il Def prevede l'ipotesi di una sospensione della fornitura di gas russo, ma "ad oggi l'embargo del gas da Mosca non è sul tavolo". "Noi - dice Draghi - seguiremo le decisioni della Ue" sulle ulteriori sanzioni da imporre alla Russia, "se ci
propongono l'emgbargo sul gas noi saremo ben contenti di seguire la Ue su questo strumento, vogliamo lo strumento più efficace per permettere una pace".
Draghi è fiducioso sul fatto che Governo e forze politiche abbiano "un'unità d'intenti". "Sarò ingenuo, ma prevarrà uno spirito costruttivo". L'opposizione della Lega alla delega fiscale "era prevista. Andremo avanti", si voterà, "l'ultima volta ha prevalso il governo, speriamo che succeda ancora".
Il Governo non porrà la questione di fiducia sulla riforma del Csm e vaglierà ogni possibilità sulla delega fiscale. Sul codice degli appalti è stato raggiunto un accordo e "ci sono passi avanti sulla concorrenza". "Governo e forze politiche sono un tutt'uno - afferma Draghi - in questo momento difficile possono e devono dare fiducia, devono mostrare che si possono affrontare le emergenze e dare sostegni a famiglie e imprese".
Sull'incontro di domani mattina con i sindacati, Draghi afferma: "L'incontro di domani con i sindacati è importante, riprende il confronto che si era fermato. È un momento importante perché l'economia italiana si trova attaccata su più fronti: l'inflazione, la mancanza di materie prime, il caro energia, la diversificazione delle fonti di approvvigionamento. E poi c'è la guerra, la scelta da che parte stare.... La cosa più naturale è vedere se la risposta non possa arrivare da tutti, da governo e parti sociali. Se si può discutere di un quadro complessivo per vedere se si riesce a trovare una strada comune".

Il Def varato oggi all'unanimità

La guerra tra Russia e Ucraina e la corsa dei prezzi delle materie prime 'gela' la ripresa costringendo il governo a tagliare le previsioni di crescita. Il nuovo quadro macroeconomico aggiornato nel Documento di economia e finanza varato oggi all'unanimità dall'esecutivo fotografa una situazione di incertezza soggetta a molti rischi.
La crescita del Pil programmatico è fissata al 3,1%, in netto calo rispetto al 4,7% stimato in autunno con la Nadef, in uno scenario definito dal governo "cauto e realistico". Nel 2023, il Pil dovrebbe crescere di circa il 2,4%, in calo dal precedente obiettivo del 2,8%. "La guerra nell'est Europa ha determinato vari fattori di rallentamento dell'attività economica, innanzitutto un aumento dei prezzi dell'energia", ha spiegato il ministro dell'Economia, Daniele Franco, presentando il Def in conferenza stampa con il premier, Mario Draghi. "L'andamento dei conti l'anno scorso era stato migliore delle attese, anche nei primi mesi di quest'anno abbiamo un andamento dei conti piuttosto buono", ha sottolineato Franco.
La crescita a politiche invariate per il 2022 è indicata dal governo al 2,9% e il quadro tendenziale a politica vigente incorpora una contrazione dello 0,5% nel primo trimestre mentre per il secondo trimestre si stima "una moderata ripresa della crescita", trainata principalmente dai servizi e soggetta comunque a rischi al ribasso. Confermato l'obiettivo di deficit al 5,6% nel 2022 e il percorso di riduzione del debito che dovrebbe attestarsi 147% quest'anno, in calo dal precedente 149,4%, e al 145,2% nel 2023.
Galoppa l'inflazione. Il deflatore dei consumi delle famiglie, che nel 2021 è cresciuto dell'1,7 per cento, è visto in aumento del 5,8 per cento nel 2022, contro una previsione dell'1,6 per cento nella Nadef. Mentre la pressione fiscale è stimata in calo dal 43,5 per cento del 2021 al 43,1 per cento del Pil quest'anno.
"Confermiamo gli obiettivi di finanza pubblica per l'indebitamento netto fissato nella Nadef, che era il 5,6%, quindi abbiamo un margine di azione per la politica economica di circa mezzo punto percentuale", ha detto il titolare dell'Economia. Nel nuovo quadro dei conti l'indebitamento netto, a politiche invariate, è indicato al 5,1 per cento del Pil e consente di liberare un margine di 0,5 punti percentuali, circa 9,5 miliardi, per finanziare un nuovo provvedimento, da varare entro aprile. Di questi, 4,5 miliardi serviranno a ripristinare i fondi già utilizzati per ridurre l'impatto delle bollette nei due decreti energia già varati, e gli altri 5 miliardi per finanziare i nuovi aiuti all'economia che prevedono ulteriori interventi per contenere i prezzi dei carburanti e il costo dell'energia, un aumento delle risorse necessarie a coprire l'incremento dei prezzi delle opere pubbliche, l'incremento dei fondi per le garanzie sul credito, le misure necessarie per assistere i profughi ucraini e per alleviare l'impatto economico del conflitto in corso in Ucraina sulle aziende italiane.
Il Def, ha spiegato ancora Franco, "è stato approvato in leggero anticipo rispetto alle normali scadenze, questo perché possa essere propedeutico a nuovi interventi di politica economica da attuare in tempi quanto più rapidi possibile". Il ministro ha assicurato che il governo "continuerà a intervenire a sostegno di imprese e famiglie reperendo risorse come fatto finora". "Molte imprese stanno soffrendo - ha osservato il titolare dell'Economia - dobbiamo gestire questa fase: il governo è intervenuto ripetutamente per dare una mano alle imprese, vediamo se tutto questo possa continuare e essere rafforzato. Moltissime imprese soffrono tantissimo ma che questo sia un Paese dove non convenga produrre è un'altra storia".
Franco ha garantito che se l'impennata dei prezzi dell'energia dovesse continuare saranno tutelate le fasce più deboli e ha annunciato che con un decreto ministeriale firmato oggi con il ministro Cingolani è stato esteso di 10 giorni, fino al 2 maggio, l'abbattimento di 25 centesimi dell'accisa su benzina e gasolio utilizzando il sovra-gettito Iva.