«Grazie a tutti per la generosità»

Il popolo italiano è davvero molto generoso ed ospitale e voglio ringraziare di cuore tutti per l’aiuto che ci stanno offrendo. Siamo felici di aver incontrato persone di grande animo e solidarietà».
Queste le parole di Alexander, un membro dei due nuclei familiari giunti da Kharkiv (zona est del Paese) a Grumello da una decina di giorni perché ha una sorella sposata con un grumellese. Domenica 20 abbiamo incontrato i due capofamiglia: lui, impresario edile, ha trovato ospitalità nella casa della defunta madre di Giovanni Cominetti; Aleksej, ingegnere edile, padrino dei figli del primo e collega di lavoro, vive nell’appartamento messo a disposizione da Luigi Boschetti.
Queste le parole di Alexander, un membro dei due nuclei familiari giunti da Kharkiv (zona est del Paese) a Grumello da una decina di giorni perché ha una sorella sposata con un grumellese. Domenica 20 abbiamo incontrato i due capofamiglia: lui, impresario edile, ha trovato ospitalità nella casa della defunta madre di Giovanni Cominetti; Aleksej, ingegnere edile, padrino dei figli del primo e collega di lavoro, vive nell’appartamento messo a disposizione da Luigi Boschetti.
Quando avete deciso di partire ?
Alexander: «Ho deciso di lasciare l’ Ucraina al secondo giorno di guerra. La mia casa si trovava in periferia, vicino alla rotatoria dove, alle cinque del mattino, ho visto arrivare due razzi che hanno colpito una caserma militare. Ho visto come sparavano vicino alla mia casa, per cui ho deciso che dovevo andarmene. Mi sono trasferito dall’altra parte della città, ho aspettato ancora un giorno, ma la situazione non migliorava. Il mio quartiere, nel frattempo, era stato devastato dai bombardamenti e molti palazzi intorno al mio erano distrutti»....
Alexander: «Ho deciso di lasciare l’ Ucraina al secondo giorno di guerra. La mia casa si trovava in periferia, vicino alla rotatoria dove, alle cinque del mattino, ho visto arrivare due razzi che hanno colpito una caserma militare. Ho visto come sparavano vicino alla mia casa, per cui ho deciso che dovevo andarmene. Mi sono trasferito dall’altra parte della città, ho aspettato ancora un giorno, ma la situazione non migliorava. Il mio quartiere, nel frattempo, era stato devastato dai bombardamenti e molti palazzi intorno al mio erano distrutti»....
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