Uno sportello ad hoc con percorsi di sostegno

La guerra nel cuore dell’Europa, da una parte famiglie, donne e bambini in fuga (scene che purtroppo si ripetono) e dall’altra accoglienza, solidarietà e carichi di aiuti fino ai confini del conflitto. Come si stanno muovendo il Comune di Cremona e i cremonesi? Lo abbiamo chiesto all’assessore alle politiche sociali, Rosita Viola. Con una premessa...
Assessore Viola, la settimana scorsa abbiamo intervistato Mao Valpiana, presidente del movimento Nonviolento, e nella sua analisi del conflitto in Ucraina è tornato alla guerra nella ex Jugoslavia. A quei tempi, ci ha detto, si sosteneva che l’Unione Europea avrebbe dovuto dotarsi di una propria politica di difesa e di sicurezza e l’Onu di un corpo di polizia Internazionale. In trent’anni, sostiene Valpiana, è stato fatto poco o niente. Lei che ha conosciuto così da vicino la situazione della ex Jugoslavia, cosa pensa in merito?
«In questi trent’anni si è andati nella direzione opposta a quella auspicata con il depontenziamento dell’ONU e delle sue Agenzie, che con tutti i limiti e le criticità che sono emerse dal mio punto di vista sono la via per una convivenza mondiale che ha dato vita, dopo la tragedia di due guerre mondiali, al diritto internazionale che ha costituito e dovrebbe costituire un fronte comune di valori condivisi soprattutto per quanto riguarda i diritti umani. Per quanto riguarda l’UE, certo non è scevra di limiti, e abbiamo assistito ad una costante deligittimazione anche da parte di movimenti politici: mentre qualcuno costruisce e investe per migliorare, altri demoliscono una storia comune che ci unisce....
Assessore Viola, la settimana scorsa abbiamo intervistato Mao Valpiana, presidente del movimento Nonviolento, e nella sua analisi del conflitto in Ucraina è tornato alla guerra nella ex Jugoslavia. A quei tempi, ci ha detto, si sosteneva che l’Unione Europea avrebbe dovuto dotarsi di una propria politica di difesa e di sicurezza e l’Onu di un corpo di polizia Internazionale. In trent’anni, sostiene Valpiana, è stato fatto poco o niente. Lei che ha conosciuto così da vicino la situazione della ex Jugoslavia, cosa pensa in merito?
«In questi trent’anni si è andati nella direzione opposta a quella auspicata con il depontenziamento dell’ONU e delle sue Agenzie, che con tutti i limiti e le criticità che sono emerse dal mio punto di vista sono la via per una convivenza mondiale che ha dato vita, dopo la tragedia di due guerre mondiali, al diritto internazionale che ha costituito e dovrebbe costituire un fronte comune di valori condivisi soprattutto per quanto riguarda i diritti umani. Per quanto riguarda l’UE, certo non è scevra di limiti, e abbiamo assistito ad una costante deligittimazione anche da parte di movimenti politici: mentre qualcuno costruisce e investe per migliorare, altri demoliscono una storia comune che ci unisce....
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