L’accoglienza e l’aiuto nell’esodo di un popolo

16 MAR 22
Ultimo aggiornamento: 23:37 | 13 GIU 26
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di REDAZIONE
Stanno arrivando alla spicciolata, chi con mezzi propri, chi con passaggi dati anche da volontari che si sono mobilitati a tal scopo. Stiamo parlando degli ucraini in fuga dalle loro terre invase dai carri armati russi, che trovano accoglienza in terra scaligera, dove istituzioni pubbliche (in primis la Prefettura) e Caritas si stanno muovendo per l’ospitalità e l’aiuto. Racconta una di loro che si adopera come mediatrice culturale: «Pensano di soggiornare qui per breve tempo, sognano un rapido ritorno a casa. Ma cosa troveranno lì al loro ritorno?». Per ora “lì” c’è l’inferno delle bombe e delle stragi anche di civili. Nessuna mediazione è andata a buon fine, l’invasione continua e i russi hanno intensificato i bombardamenti: la capitale Kiev è quasi accerchiata. Tutti noi siamo chiamati a gesti di solidarietà nei confronti soprattutto di donne e bambini fuggiti dalla guerra: dall’ospitalità alla generosità fatta confluire ai volontari della Caritas che si stanno prodigando sia al di là del confine ucraino per la prima accoglienza, sia qui: perché è previsto l’arrivo di 50mila ucraini in terra veneta. E tutto dipenderà da quanto durerà il conflitto e quanto feroci e strazianti saranno i combattimenti...
La testimonianza e le informazioni su Verona fedele del 20 marzo 2022 disponibile in edicola e in parrocchia