Pd meno balbettante e il sogno di un’Agorà sul futuro dell’Italia

La guerra in Ucraina, il governo indebolito di Draghi, il progetto della Sinistra che non può ridursi alla ricerca di un’alleanza (che poi sono più quelli che non ci stanno) e i problemi del Centrodestra che potrebbero essere più gravi. Luciano Pizzetti, deputato del Pd, affronta il suo ultimo anno in Parlamento con il sogno di un’Agorà riformatrice e con il dubbio che, le prossime elezioni, nessuno le vinca quindi nessuno le perda. Ma la strettissima attualità ci porta in Ucraina: cosa possiamo fare come Italia?
«Quello che possiamo fare - dice il parlamentare - è innanzitutto avere una linea comune che tenga insieme l’Europa, gli Stati Uniti e ovviamente la Nato. Questo è quello che dobbiamo fare. Siamo di fronte a un tentativo di espansione con logiche di dominio, non di sicurezza, da parte di Putin. Il tema è quali misure possano essere messe in atto, a parte l’opzione militare, per garantire l’integrità territoriale dell’Ucraina».
Che però, sembra già compromessa…
«Se accettiamo questa prima mossa, se la consideriamo il male minore… Nel momento in cui viene meno il principio in sé, tutti i principi possono venire meno. Credo che, oltre al continuo impegno della diplomazia, adesso occorra mettere in campo una deterrenza e un confronto serrato per convincere Putin che la scelta che sta facendo non gli garantisce più sicurezza e non l’aiuta a costruire nuove relazioni internazionali. Ci saranno delle conseguenze e anche i Paesi Occidentali potrebbero pagare un prezzo a queste sanzioni....
«Quello che possiamo fare - dice il parlamentare - è innanzitutto avere una linea comune che tenga insieme l’Europa, gli Stati Uniti e ovviamente la Nato. Questo è quello che dobbiamo fare. Siamo di fronte a un tentativo di espansione con logiche di dominio, non di sicurezza, da parte di Putin. Il tema è quali misure possano essere messe in atto, a parte l’opzione militare, per garantire l’integrità territoriale dell’Ucraina».
Che però, sembra già compromessa…
«Se accettiamo questa prima mossa, se la consideriamo il male minore… Nel momento in cui viene meno il principio in sé, tutti i principi possono venire meno. Credo che, oltre al continuo impegno della diplomazia, adesso occorra mettere in campo una deterrenza e un confronto serrato per convincere Putin che la scelta che sta facendo non gli garantisce più sicurezza e non l’aiuta a costruire nuove relazioni internazionali. Ci saranno delle conseguenze e anche i Paesi Occidentali potrebbero pagare un prezzo a queste sanzioni....
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