Covid-19
Scuola, Green pass, turismo, zone rosse: come cambiano le regole

Scuola, Green pass, turismo, zone rosse. Sono molte le decisioni prese mercoledì nel corso del Cdm e cambieranno la vita degli italiani in maniera radicale a partire da lunedì e fino alla fine del mese.
Tra una settimana riapriranno le discoteche e in zona bianca cadrà l’obbligo di mascherine all’aperto mentre, per le altre fasce, la questione potrebbe essere affrontata a breve.
Nonostante i primi segnali di normalità per il Paese, il Super Green pass – senza scadenza per chi avrà fatto la dose booster – resterà ancora per diversi mesi e probabilmente anche quelli estivi. Tra gli esperti c’è cautela, anche se ci stiamo avviando verso una situazione marcatamente favorevole. Di fronte al rischio di nuove varianti, il suggerimento sarebbe quello di mantenere l’attuale sistema di restrizioni per i non vaccinati oltre il 15 giugno prossimo, data in cui (solo per il momento) è prevista la scadenza dell’obbligo della dose per gli over 50. Questi provvedimenti
non dovrebbero quindi essere cancellati, nonostante il possibile termine dello stato di emergenza (l’ipotesi prevalente è di non prorogarlo dopo il 31 marzo). Anzi, saranno gli ultimi ad essere eliminati.
non dovrebbero quindi essere cancellati, nonostante il possibile termine dello stato di emergenza (l’ipotesi prevalente è di non prorogarlo dopo il 31 marzo). Anzi, saranno gli ultimi ad essere eliminati.
ATTIVITÀ Terza dose e Green pass illimitato (valido anche per chi è guarito)
Dopo aver ridotto la durata del certificato da 9 a 6 mesi – a differenza di quel che accade nel resto d’Europa – il governo torna sui suoi passi per risolvere un problema che si sarebbe posto a metà marzo quando migliaia di italiani – poiché hanno fatto il booster a metà settembre e non essendo autorizzata la quarta dose – si sarebbero veduti scadere il Green pass e non avrebbero potuto accedere ad attività e servizi pur avendo rispettato le indicazioni del governo.
La bozza del decreto prevede dunque che, per chi ha completato il ciclo vaccinale e anche per chi si è contagiato ed è guarito dopo essersi vaccinato, il pass abbia validità «senza necessità di ulteriori dosi di richiamo». Dunque, illimitata. Per chi, invece, si è contagiato dopo la prima dose, il certificato varrà 6 mesi. Resta il nodo della quarta dose, naturalmente: se e quando sarò necessaria farla determinerà anche un ulteriore cambiamento nella durata della certificazione.
TURISMO Hotel e ristoranti, problemi risolti. Sì ai turisti stranieri col pass base
Con il provvedimento del governo si risolve anche un problema sollevato nei giorni scorsi dal mondo del turismo: fino ad oggi, infatti, gli stranieri potevano entrare in Italia con il pass base ma non alloggiare in hotel o mangiare al ristorante o accedere a tutte quelle attività per le quali è previsto il pass rafforzato, che all’estero non esiste. La discrepanza aveva sollevato le proteste del mondo del turismo, già messo in ginocchio dagli alti e bassi sul fronte della curva (non solo nel nostro Paese).
Dall’entrata in vigore del decreto, invece, chi è vaccinato e guarito da meno di 6 mesi potrà accedere con il pass base.
Chi invece ha un certificato di guarigione o vaccinale da più di sei mesi – compresi quelli ottenuti con Sputnik o con altri vaccini non autorizzati dall’Italia – dovrà mostrare l’esito negativo di un tampone effettuato 48 ore prima se antigenico o 72 se molecolare. Tampone che non è obbligatorio se si è guariti dopo aver completato il ciclo di vaccinazione.
TERRITORI Resta attivo il sistema dei colori In zona rossa “chiusi” solo i no-vax
Un’altra misura che rivoluziona radicalmente le regole con cui gli italiani hanno vissuto per mesi è quella che modifica le restrizioni in zona rossa. La richiesta delle Regioni di abolire il sistema delle fasce di colore, infatti, non è stata accolta dal governo ma dopo aver abolito ogni tipo di restrizione per i vaccinati sia nelle zone gialle che in quelle arancioni, ecco che anche nei territorio che dovessero passare al rosso non ci saranno più divieti per chi ha completato il ciclo vaccinale. Le restrizioni rimarranno invece per i no vax.
Un’altra misura che rivoluziona radicalmente le regole con cui gli italiani hanno vissuto per mesi è quella che modifica le restrizioni in zona rossa. La richiesta delle Regioni di abolire il sistema delle fasce di colore, infatti, non è stata accolta dal governo ma dopo aver abolito ogni tipo di restrizione per i vaccinati sia nelle zone gialle che in quelle arancioni, ecco che anche nei territorio che dovessero passare al rosso non ci saranno più divieti per chi ha completato il ciclo vaccinale. Le restrizioni rimarranno invece per i no vax.
Al momento in Italia non ci sono zone rosse, e col peggio della quarta ondata alle spalle è difficile che si arrivi a quel punto. Nel momento in cui la curva epidemiologica dovesse risalire, in ogni caso, il governo dovrà decidere se mantenere anche i bar e i ristoranti aperti solo ai soggetti vaccinati (oppure se chiuderli per tutti) e se tutti i negozi potranno restare aperti con l’obbligo per chi entra di avere valido il Super Green pass, o solo le attività essenziali.
DIVIETI E MULTE Over 50, il “d-day” del 15 febbraio. Senza vaccino non si lavora più
La data segnata sul calendario è il 15 febbraio, quando prenderà forma decisiva l’obbligo dei vaccini per gli over 50: i lavoratori pubblici e privati – compresi quelli in ambito giudiziario e i magistrati – che si trovano in questa fascia d’età dovranno esibire al lavoro il Super Green pass, che si ottiene solo con il vaccino o con la guarigione dal Covid. Chi non lo farà non riceverà più lo stipendio, ma conserverà il posto di lavoro. L’accesso ai luoghi di lavoro senza certificato che attesti vaccino o guarigione è vietato e chi non rispetta il divieto subirà una sanzione amministrativa tra 600 e 1.500 euro. Per il resto della popolazione è difficile – considerando la rapida discesa della curva e la normalizzazione della situazione degli ospedali – che venga stabilito un obbligo: basterà la diffusione sempre più massiccia dell’uso del Super Green pass a rendere la vita dei no-vax sempre più impossibile. Il 31 marzo, poi, dovrebbe persino scadere lo stato di emergenza (almeno sulla carta).
La data segnata sul calendario è il 15 febbraio, quando prenderà forma decisiva l’obbligo dei vaccini per gli over 50: i lavoratori pubblici e privati – compresi quelli in ambito giudiziario e i magistrati – che si trovano in questa fascia d’età dovranno esibire al lavoro il Super Green pass, che si ottiene solo con il vaccino o con la guarigione dal Covid. Chi non lo farà non riceverà più lo stipendio, ma conserverà il posto di lavoro. L’accesso ai luoghi di lavoro senza certificato che attesti vaccino o guarigione è vietato e chi non rispetta il divieto subirà una sanzione amministrativa tra 600 e 1.500 euro. Per il resto della popolazione è difficile – considerando la rapida discesa della curva e la normalizzazione della situazione degli ospedali – che venga stabilito un obbligo: basterà la diffusione sempre più massiccia dell’uso del Super Green pass a rendere la vita dei no-vax sempre più impossibile. Il 31 marzo, poi, dovrebbe persino scadere lo stato di emergenza (almeno sulla carta).
RESTRIZIONI Via le mascherine in zona bianca. E dovrebbero riaprire le discoteche
Altra scadenza molto attesa è quella del 10 febbraio, quando dovrebbero riaprire ufficialmente le discoteche, cadere il divieto di concerti e feste all’aperto e l’obbligo indossare le mascherine all’aperto in zona bianca (cioè in Basilicata, Molise e Umbria). Una svolta rimandata dal Cdm, a inizio settimana, con l’obiettivo di prendere ancora tempo e vedere l’evoluzione della curva dei contagi e dei ricoveri. Che però si sta rapidamente assestando.
Il mondo dei locali da ballo è in subbuglio: «Ora basta, questa deve essere l’ultima proroga, dobbiamo uscire dal tunnel» insiste il presidente del Silb, il sindacato delle imprese di intrattenimento, Maurizio Pasca ribadendo che non ci dovranno essere ulteriori rinvii. E scagliandosi contro la concomitante e “rumorosa” edizione del Festival di Sanremo, dal cui palco Amadeus sarebbe colpevole d’aver più volte invitato il pubblico ad alzarsi e ballare «mancando di rispetto alle nostre attività, ormai in ginocchio».
SCUOLA Niente Dad per studenti vaccinati. Servono più casi per "chiudere"
L’intervento più importante del governo è stato quello sulla scuola. La bozza del nuovo decreto prevede di dimezzare la durata della Dad, che passa da 10 a 5 giorni in tutte le scuole di ogni ordine e grado e rimane solo per i non vaccinati, ad eccezione della fascia 0-6 anni (nella quale non è autorizzata la vaccinazione).
L’intervento più importante del governo è stato quello sulla scuola. La bozza del nuovo decreto prevede di dimezzare la durata della Dad, che passa da 10 a 5 giorni in tutte le scuole di ogni ordine e grado e rimane solo per i non vaccinati, ad eccezione della fascia 0-6 anni (nella quale non è autorizzata la vaccinazione).
La differenza, dunque, è che negli asili tutti i bambini rimarranno a casa quando in classe ci sono 5 o più casi di positività al Covid e non più alla presenza di un caso come avviene oggi. Alle elementari, medie e superiori, invece, la didattica a distanza scatterà solo per i non vaccinati: alle primarie, così come per la fascia 0-6, dal quinto caso in su, alle secondarie dal secondo in poi. Il decreto introduce un’ulteriore novità, i tamponi faida- te per scuole dell’infanzia ed elementari: fino a 4 casi, infatti, si rimane
tutti in classe, ma se un bambino dovesse mostrare sintomi del virus, potrà sottoporsi a un tampone «autosomministrato» e mostrare l’autocertificazione per tornare in classe.
tutti in classe, ma se un bambino dovesse mostrare sintomi del virus, potrà sottoporsi a un tampone «autosomministrato» e mostrare l’autocertificazione per tornare in classe.