Il primo obiettore con la Caritas: Eugenio Bignardi

3 FEB 22
Ultimo aggiornamento: 17:43 | 16 MAG 25
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Eugenio Bignardi ha oggi 68 anni. Dal 2019 è in pensione dopo tutta una carriera passata nella produzione e nella gestione di aziende cartarie, l’ultima a San Paolo d’Argon, nel Bergamasco. Ed è responsabile della Pastorale sociale della diocesi di Cremona, incarico che gli è stato affidato dal vescovo Napolioni appena terminato il lavoro. Nel settembre del 1978 è stato il primo obiettore cremonese a iniziare il servizio civile con la giovane Caritas cremonese, assieme a Roberto Dainesi e a Gianpietro Cristofoletti. In quegli anni, il servizio civile, alternativo al servizio militare di leva, introdotto con la legge del 1972 che aveva riconosciuto l’obiezione di coscienza, aveva una durata di 20 mesi per dimostrare che non era una scelta di comodo e per penalizzare questa scelta. Il servizio di leva, invece, in quegli anni, durava 12 mesi per i soldati semplici e 15 per gli ufficiali. «Avevo scritto con cura la richiesta al Ministero della Difesa - ricorda Bignardi - spiegando che non ritenevo la guerra uno strumento per risolvere i conflitti e che chiedevo di poter fare un servizio alternativo a favore di persone disagiate». «Avrei dovuto fare il mio servizio - aggiunge - alla Casetta di don Mario Cavalieri in via Pietro Araldi Erizzo, ma monsignor Sergio Mutti, allora direttore della Caritas cremonese, visto che stavano prendendo servizio altri obiettori, preferì tenermi in ufficio a fare da coordinatore. A quel tempo la Caritas aveva sede nel palazzo vescovile e da Opera diocesana di assistenza si stava trasformando in una struttura moderna. Ma aveva ancora diverse colonie estive che rientravano nei miei compiti organizzativi»...
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