Scuola “aperta” «Siamo in difficoltà, ma non al collasso»

27 GEN 22
Ultimo aggiornamento: 17:43 | 16 MAG 25
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La pandemia ha purtroppo colpito anche il mondo associativo, il che, a fronte di categorie rappresentative in ambito sociale, rappresenta un problema. È così che le famiglie, ad esempio, hanno perso di fatto riferimenti concreti, molte sezioni delle organizzazioni di riferimento non si riuniscono ormai da due anni, proprio quando più forte sarebbe l’esigenza di un aiuto e di un sostegno, anche solo derivante dal fare gruppo, dal condividere difficoltà e progetti, dal non sentirsi soli.
Una lodevole eccezione in tal senso è data dall’A.Ge.S.C., Associazione Genitori Scuole Cattoliche, che, anche in piena pandemia, non ha mai smesso di trovarsi, di confrontarsi, di sostenere gli iscritti e di interloquire con le istituzioni. Ed è questo, che oggi le consente di avere il polso della situazione. Ne parliamo con il presidente regionale, Silvio Petteni.

Allora, Presidente, cosa sta accadendo nelle scuole lombarde?
«Le informazioni sono soggette a continue variazioni e sollecitano anche l’ufficialità delle istituzioni. Ci sono differenze tra scuole dell’infanzia e scuole primarie e secondarie. Nelle scuole primarie e secondarie i numeri della quarantena superano le migliaia di classi e di docenti e decine di migliaia sono gli studenti: si tratta di numeri alti, ma la situazione non è cosi catastrofica. Nelle scuole dell’infanzia (0 - 6 anni) la percentuale è molto simile a quella delle primarie. Siamo di fronte ad una situazione di grande difficoltà, però non al collasso....
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