Monica Manfredini: «Il covid incide, ma i problemi c’erano già prima ed è urgente risolverli»

E’ stata riconfermata lo scorso 14 gennaio segretaria generale della Cisl Scuola Lombardia nell’ambito del settimo congresso regionale, svoltosi nei chiostri di S. Barnaba, a Milano: Monica Manfredini, cremonese doc, resta così alla guida dell’importante sindacato, votata dagli 85 delegati convenuti in rappresentanza di oltre 40 mila lavoratori ed affiancata da Luisa Treccani e Massimiliano Sambruna, pure rieletti in Segreteria in un momento davvero particolare, ancora pesantemente condizionato dall’emergenza Covid.
Quali i programmi e quali gli obiettivi?
«Gli obiettivi sono ad un tempo gli stessi e nuovi.
Innanzi tutto, dobbiamo convivere con una situazione pandemica, che ormai si protrae da oltre due anni e che vede le scuole, nonostante le varie rassicurazioni, impreparate, non certo per colpa degli operatori.
Il primo anno l’estate è stata impegnata a misurare tra i banchi la distanza di un metro. V’era la speranza che questo potesse bastare, ma così non è stato ed è arrivata la seconda ondata. Quest’anno la sensazione era che con il vaccino si potesse risolvere ogni cosa, dimenticando però che l’utenza delle nostre scuole è fatta da bambini, che non possono essere vaccinati, quindi su di loro non c’è stato questo “miracolo” ed, in concomitanza con la diffusione di nuove varianti, abbiamo avuto purtroppo casi eclatanti. Con un problema: che quest’anno si era tolta la famosa distanza di un metro e soprattutto il personale Covid autorizzato era limitato ad un’attività di supporto, senza quella suddivisione in classi più piccole, che invece aveva garantito un minimo di sicurezza lo scorso anno scolastico.
Allo stesso tempo, noi rivendichiamo che, al di là delle grandi parole, si facciano effettivamente degli interventi. La Scuola ha tanti problemi, ma già da prima del Covid…»....
«Gli obiettivi sono ad un tempo gli stessi e nuovi.
Innanzi tutto, dobbiamo convivere con una situazione pandemica, che ormai si protrae da oltre due anni e che vede le scuole, nonostante le varie rassicurazioni, impreparate, non certo per colpa degli operatori.
Il primo anno l’estate è stata impegnata a misurare tra i banchi la distanza di un metro. V’era la speranza che questo potesse bastare, ma così non è stato ed è arrivata la seconda ondata. Quest’anno la sensazione era che con il vaccino si potesse risolvere ogni cosa, dimenticando però che l’utenza delle nostre scuole è fatta da bambini, che non possono essere vaccinati, quindi su di loro non c’è stato questo “miracolo” ed, in concomitanza con la diffusione di nuove varianti, abbiamo avuto purtroppo casi eclatanti. Con un problema: che quest’anno si era tolta la famosa distanza di un metro e soprattutto il personale Covid autorizzato era limitato ad un’attività di supporto, senza quella suddivisione in classi più piccole, che invece aveva garantito un minimo di sicurezza lo scorso anno scolastico.
Allo stesso tempo, noi rivendichiamo che, al di là delle grandi parole, si facciano effettivamente degli interventi. La Scuola ha tanti problemi, ma già da prima del Covid…»....
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