Carenza d’organico «Salti mortali senza essere riconosciuti»

27 GEN 22
Ultimo aggiornamento: 19:4316 MAG 25
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L’Italia sembra essere il Paese dei paradossi. Uno di questi, scritto in più saggi è: “formiamo i nostri ragazzi ma facciamo di tutto per fare scappare all’estero i migliori”. Lo sciopero degli infermieri, partito questa mattina alle 7, è uno di questi: nel nostro Paese gli stipendi dei paramedici sono tra i più bassi d’Europa, e assolutamente non in linea con il crescente impegno richiesto agli operatori sanitari.
Analizzando le banche dati dell’Ocse scopriamo infatti che l’Italia è a otto posti dalla Turchia, fanalino di coda con 2,1, prima solo di Messico (2,9), Cile (3), Grecia (3,3), Lettonia (4,8), Israele (5,1) e Polonia (5,1). Tra i maggiori partner Ue anche il Regno Unito è sotto la media Ocse, ma con 7,8 infermieri ogni mille abitanti, mentre Francia (10,8) e Germania (12,9) sono parecchio al di sopra, con valori circa doppi di quello italiano. Enrico Marsella, presidente dell’Ordine delle Professioni Infermieristiche di Cremona, è piuttosto sconfortato.
Dottor Marsella, la proposta inclusa Pnrr - il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza - riserva agli investimenti per la Salute 9 miliardi, il 4,6 % delle enormi risorse messe a disposizione per la transizione digitale e l’economia verde. Il fatto che queste scelte avvengano dopo due anni di emergenza sanitaria ha dell’incredibile...
«Sì, è proprio così. La pandemia ha mostrato quanto fosse impreparato, dopo oltre un decennio di tagli, il Servizio Sanitario nazionale. Grazie al sacrificio e al senso etico e professionale di chi lavora in questo settore si è potuto rispondere limitando i danni. Lo abbiamo visto nel corso della prima ondata e, ancora di più, con le successive ondate di Covid-19»....
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