Festeggiato l’oro a Montodine, poi subito al lavoro

30 DIC 21
Ultimo aggiornamento: 19:4216 MAG 25
Tradotto con IA
Versione italiana
Immagine di Festeggiato l’oro a Montodine, poi subito al lavoro
Alla fine dei Giochi di Tokyo, una speciale giuria ha assegnato al quartetto azzurro di inseguimento su pista la più bella vittoria di squadra. Un successo più entusiasmaste di quello del “Dream Team” americano nel basket o della Francia maschile nel volley, ma anche della sorprendente staffetta azzurra nella 4 per 100. Un sottolineatura che inorgoglisce il quartetto formato da Filippo Ganna, Simone Consonni, Francesco Lamon e Jonathan Milan. E naturalmente il loro allenatore: Marco Villa, 52 anni, di Montodine. Con il tempo di 3’42”032 la squadra azzurra ha vinto l’oro e ha stabilito il nuovo primato mondiale, migliorando il proprio ottenuto il giorno prima nella semifinale contro la Nuova Zelanda.
La finale contro i campioni del mondo della Danimarca è stata effettivamente spettacolare. Chi l’ha seguita alla televisione, ha visto gli azzurri sempre indietro, fino all’ultimo giro. Villa precisa: «In realtà eravamo in svantaggio ancora a mezzo giro dalla fine, di 55 millesimi. Il fotofinish non potevo vederlo, ho guardato il tabellone e quando ho visto la lucina accesa dalla parte dell’Italia, ho provato una grande emozione».
L’ultimo cambio, a 3 giri dalla conclusione, doveva essere la mossa vincente: Filippo Ganna davanti per l’ultimo sforzo. Ma, in quel giro lo svantaggio è aumentato... «Sì, a 3 giri dal termine - ricorda il commissario tecnico - avevamo un ritardo di otto/decimi. Non era semplice da recuperare. Anche se, fino a quel momento, avevamo rispettato la tabella di marcia e avevamo limitato lo svantaggio nei confronti dei campioni del mondo. La nostra tabella, come credo la loro, era da record del mondo. Quando è andato a condurre Ganna abbiamo perso ancora qualcosina, però poi lui ha tirato a tutta. Ma non sarebbe bastato se gli altri 3 non avessero retto. Il tempo finale si calcola sulla ruota posteriore del terzo. Così Jonathan Milan, non solo ha dovuto tenere il ritmo di Ganna, ma ha dovuto andare ad affiancarlo sul traguardo...
LEGGI IL SERVIZIO COMPLETO SULL’EDIZIONE DI MONDO PADANO IN EDICOLA FINO A GIOVEDì 13 GENNAIO,  OPPURE ABBONANDOTI SU WWW.MONDOPADANO.IT