«Non cambio i miei piani»

16 DIC 21
Ultimo aggiornamento: 17:41 | 16 MAG 25
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Matteo Rini è dottore in ingegneria elettrotecnica e in fisica. Originario di Cremona, ha lasciato l’Italia nel 2001 e attualmente lavora a Brooklyn presso l’ American Physical Society, dove oggi dirige un rivista che si occupa di divulgazione scientifica. «Negli ultimi giorni abbiamo illustrato con un fumetto la notizia della sonda Parker Solar Probe che ha “toccato” il sole, attraversando la corona solare», racconta da New York. In parallelo collabora con NooSphere, centro di scienza e arte che già durante la scorsa estate ha organizzato eventi divulgativi e di sensibilizzazione sul cambiamento climatico. «Uno dei temi caldi dell’ultimo periodo, senz’altro dopo il Covid – prosegue – negli ultimi due anni abbiamo intervistato spesso scienziati italiani per spiegare esattamente come nascono dati e previsioni sui contagi. Inoltre abbiamo contribuito alla promozione di progetti di didattica a distanza, cercando di promuovere attività scientifiche legate a questa urgenza». Matteo ha avuto modo – suo malgrado – di osservare l’evoluzione della pandemia dai due lati dell’oceano Atlantico: «Sono rientrato in Italia nell’estate 2020 e vi sono rimasto sei o sette mesi, trascorrendo tutto il secondo lockdown a Cremona. Sono tornato pensando fosse una situazione decisamente migliore di quella degli Stati Uniti, dove sono tornato a marzo 2021».
L’evoluzione della pandemia ha portato ad una sorta di normalizzaione della vita quotidiana, trasporti compresi. E’ così?
«Per un certo periodo sono state rimosse le restrizioni, fino a novembre gli italiani hanno potuto raggiungere gli Stati Uniti senza grossi problemi. Anche la situazione a bordo degli aerei è cambiata: quando sono rientrato in Italia dopo il primo lockdown, pareva stessi andando in un Paese in guerra...c’era tensione, gli aerei erano praticamente vuoti, le persone avevano paura di volare. Ora gli aerei viaggiano al massimo della capienza consentita...
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