Sì al lasciapassare E sul trasporto urbano si pagano vecchi conti

“E’ tempo di discutere dell’obbligo vaccinale” ha detto mercoledì Ursula Von der Leyen, presidente della Commissione europea. Austria e Germania, in questo campo, potrebbero fare da apripista. «Noi l’abbiamo detto già il 20 agosto » precisa Dino Perboni, segretario provinciale della Cisl che ricorda come il segretario nazionale Luigi Sbarra, in occasione del meeting di Rimini, avesse detto: «Chiedo al Governo e al Parlamento un’assunzione di forte responsabilità che permetta di approvare subito una legge che preveda l’obbligo della vaccinazione per tutti i cittadini». Con questa premessa, il segretario Perboni non può che essere favorevole al Super green pass. Ma da che siamo sul capitolo “obbligatorietà”, ricorda che l’obbligo vaccinale, nei casi di epidemia, è previsto dalla nostra Costituzione e non può essere oggetto di trattativa tra Governo e parti sociali. «La vaccinazione contro il vaiolo - ricorda Perboni - è stata resa obbligatoria da una legge del 1888, dunque 123 anni fa».
Che giudizio dà sul Super Green pass?
«Dal punto di vista del mondo del lavoro che rappresentiamo, il decreto non cambia nulla. Chi va al lavoro continua ad operare secondo il vecchio Green pass, che si ottiene con la vaccinazione, la guarigione o con un tampone molecolare. Cambia poi qualcosa per andare al bar o al ristorante, ma non è un aspetto che ci riguardi direttamente....
«Dal punto di vista del mondo del lavoro che rappresentiamo, il decreto non cambia nulla. Chi va al lavoro continua ad operare secondo il vecchio Green pass, che si ottiene con la vaccinazione, la guarigione o con un tampone molecolare. Cambia poi qualcosa per andare al bar o al ristorante, ma non è un aspetto che ci riguardi direttamente....
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