Parco Adamello Brenta: «L’inverno è plastic free»

L’estate 2021 ha visto risvegliarsi un grande desiderio di stare all’aperto, di godere di ampi spazi, di muoversi finalmente in libertà e a contatto con la natura. Ce ne parla l’ingegnere Walter Ferrazza, dallo scorso 4 febbraio Presidente del Parco Naturale Adamello Brenta, la più vasta area protetta del Trentino.
Il piano per una mobilità sostenibile (non usare i mezzi privati ma quelli del Parco): ha funzionato? È stato apprezzato dai turisti e dai residenti?
«Innanzitutto ricordo che la conservazione della natura rientra nei principi istitutivi del Parco e, per tener fede a questo impegno, diventa imprescindibile coniugare la tutela dell’ambiente con la presenza dell’uomo che nella stagione estiva raggiunge numeri molto importanti. In questo discorso si inserisce il piano di mobilità sostenibile che, vorrei sottolineare, non era mai stato approvato in tale misura. A differenza delle scorse estati, abbiamo assoggettato ad esso tutte le valli dell’area protetta: Val Genova, di Tovel, Val Fumo, Val Nambrone, Vallesinella e l’accesso a Patascoss. Si è trattato, quindi, di un impegno di molto superiore a quello degli altri anni e la conferma viene anche dall’assunzione di nuove persone, portando il personale complessivo a circa 150. Un impegno importante anche dal punto di vista economico-finanziario: un milione di euro la spesa complessiva. Posso dire che è andata molto bene: il principio-guida, evitare l’accesso delle macchine nelle valli a favore di una mobilità collettiva, ha funzionato. Parallelamente ha funzionato bene anche il sistema di prenotazione online, tanto che i parcheggi risultavano spesso già completi alla mattina. Ho avvertito una grande soddisfazione da parte di tutti; il piano è stato apprezzato dai turisti e anche dai residenti e i numeri ci danno ragione. Ammetto che all’inizio eravamo preoccupati, invece nessuno si è lamentato, è stato un vero successo che ha permesso ai turisti di godere il Parco e le sue valli nella consapevolezza di non arrecargli danno e guardando con fiducia al futuro. Certo, la pandemia ha reso tutti più consapevoli dell’importanza di un ambiente protetto vissuto anche come sicuro e salubre»....
«Innanzitutto ricordo che la conservazione della natura rientra nei principi istitutivi del Parco e, per tener fede a questo impegno, diventa imprescindibile coniugare la tutela dell’ambiente con la presenza dell’uomo che nella stagione estiva raggiunge numeri molto importanti. In questo discorso si inserisce il piano di mobilità sostenibile che, vorrei sottolineare, non era mai stato approvato in tale misura. A differenza delle scorse estati, abbiamo assoggettato ad esso tutte le valli dell’area protetta: Val Genova, di Tovel, Val Fumo, Val Nambrone, Vallesinella e l’accesso a Patascoss. Si è trattato, quindi, di un impegno di molto superiore a quello degli altri anni e la conferma viene anche dall’assunzione di nuove persone, portando il personale complessivo a circa 150. Un impegno importante anche dal punto di vista economico-finanziario: un milione di euro la spesa complessiva. Posso dire che è andata molto bene: il principio-guida, evitare l’accesso delle macchine nelle valli a favore di una mobilità collettiva, ha funzionato. Parallelamente ha funzionato bene anche il sistema di prenotazione online, tanto che i parcheggi risultavano spesso già completi alla mattina. Ho avvertito una grande soddisfazione da parte di tutti; il piano è stato apprezzato dai turisti e anche dai residenti e i numeri ci danno ragione. Ammetto che all’inizio eravamo preoccupati, invece nessuno si è lamentato, è stato un vero successo che ha permesso ai turisti di godere il Parco e le sue valli nella consapevolezza di non arrecargli danno e guardando con fiducia al futuro. Certo, la pandemia ha reso tutti più consapevoli dell’importanza di un ambiente protetto vissuto anche come sicuro e salubre»....
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