«Un mediatore positivo e catalizzatore di emozioni»

18 NOV 21
Ultimo aggiornamento: 17:40 | 16 MAG 25
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Un sorriso “strappato”, una pausa di leggerezza nella ruotine ospedaliera, un ambiente che diventa più familiare con effetti benefici sulle relazioni, per pazienti, familiari e per il personale. Si definiscono “Interventi assistiti con gli animali” (IAA), le attività - più comunemente note come “pet therapy” - che possono avere un’utilità in campo terapeutico e psicologico e che rispondono a un apposito regolamento con specifiche linee guida e modalità di attuazione. Si può dire che la pet therapy, è una “nicchia” del più ampio settore che prevede l’animale in ospedale e che vede significativi esempi anche da noi. Il progetto di pet therapy all’interno dell’Hospice dell’Asst di Cremona, per esempio, è nato nel maggio del 2019, ed è rivolto a pazienti e familiari che lo desiderano ed è realizzato grazie all’ACCD (Associazione cremonese cura del Dolore) e alla Cooperativa Sociale Società Dolce. Flash, Pimpa e Oscar sono i tre cani ad entrare, a turno, nella palazzina dell’Hospice nell’ambito di un percorso che prevede il coinvolgimento di un team multisciplinare formato da conduttori di cani certificati, veterinari, psicologi e personale sanitario. Questo a garanzia di un approccio rispettoso nei confronti di pazienti e familiari, e così pure degli stessi “amici a quattro zampe”. Il Covid, per qualche mese, ha interrotto le attività che ora invece sono riprese con tutte le precauzioni necessarie, a cominciare da green pass e tamponi.
Il dottor Alessio Faliva, è il Direttore della Terapia del Dolore Cure Palliative dell’Asst di Cremona. «Grazie alla “pet therapy” sono state evidenziate due classi di beneficio - spiega - : da una parte la presenza dell’animale rappresenta un diversivo, una distrazione rispetto alla routine dell’Hospice; dall’altra parte questa, come altre attività, hanno la finalità di instaurare modalità comunicative differenti con il paziente....
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