Il cane è da educare. Poi starebbe bene anche in un ufficio

18 NOV 21
Ultimo aggiornamento: 17:40 | 16 MAG 25
Immagine di Il cane è da educare. Poi starebbe bene anche in un ufficio
Michela Minuti si definisce un’educatrice cinofila e una coordinatrice del cane in attività assistita, ovvero esperta di pet therapy. Ci è arrivata dopo una decina di anni di corsi di formazione e di esperienze sul campo. A Quinzano gestisce un allevamento e la Scuola di Paco, una scuola per cani e proprietari di cani. «A scuola devono venirci tutti e due - spiega - e di solito quello che ne più bisogno di studiare è il proprietario».
Senta, ma lei consiglierebbe di portare il proprio cane in ufficio?
«Perché no? La condizione indispensabile è che sia un cane educato. Se lo è, sa comportarsi bene nel contesto dell’ufficio e non disturba le persone con le quali entra in contatto. E credo possa anche migliorare lo stato d’animo del proprio padrone. Se invece non è educato, il padrone dovrebbe passare più tempo a controllare il cane che a lavorare...».
Tutti i cani hanno bisogno di essere educati?
«Direi proprio di sì. Il cane è fortunato se ha un padrone che ha la possibilità di coinvolgerlo in un processo di educazione. Saranno entrambi più felici».
E quelli che non fanno il corso?
«Restano non educati, dunque con maggiori difficoltà nel comprendere la comunicazione dell’uomo e nel dargli soddisfazione. Per questo, i cani non educati e i proprietari non in grado di comunicare, restano più tempo a casa rispetto agli altri. Ben diverso è poter portare il cane a spasso in tutta tranquillità e godere della sua presenza»...
LEGGI IL SERVIZIO COMPLETO SULL’EDIZIONE DI MONDO PADANO IN EDICOLA FINO A GIOVEDì 25 NOVEMBRE,  OPPURE ABBONANDOTI SU WWW.MONDOPADANO.IT