Conigli, mici, ora i bovari La tradizione del Vismara

18 NOV 21
Ultimo aggiornamento: 19:4016 MAG 25
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Alla Casa di riposo Vismara di San Bassano, gli animali sono sempre stati i benvenuti. Ci sono stati i coniglietti, un cagnolino in reparto, i gatti in cortile. «Al reparto San Vincenzo, riservato ai malati di Alzheimer - dice Stefania Ceruti, pedagogista e operatrice nell’istituto - ricordo che i familiari potevano portare, in visita, anche il cane di un ricoverato». «Ho sempre creduto nell’efficacia della pet therapy - continua - e i cani sono impareggiabili nel ritorno di emozioni che favoriscono. Noi avevamo però iniziato con due coniglietti. Uno si chiamava Neve e l’altro Nerino ed erano facilmente distinguibili per il colore. Avevano una stanza per loro e due gabbiette. Durante la giornata passavano alcuni momenti con gli anziani. I ricoverati li accarezzavano, li spazzolavano e li tenevano sulle ginocchia. Poi, quando li lasciavano liberi sul pavimento, li recuperavano mostrando una carota. Con Neve e Nerino avevano instaurato una bella relazione: li chiamavano, ci giocavano. E coinvolgevano altri anziani, così da ottenere anche un ritorno sul piano sociale oltre che su quello emotivo. L’animale era uno strumento per creare gruppo, per togliere l’anziano dall’apatia e dall’isolamento». La gestione dei due conigli non era particolarmente complicata. L’operatrice era incaricata delle vaccinazioni e delle cure veterinarie, altri operatori si preoccupavano di dare il cibo e tener pulite le gabbie. La loro morte naturale ha chiuso questa esperienza....
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