«Serve partecipazione»

Crede nell’autonomia, non nella secessione. Del resto, quando Umberto Bossi fondò la prima federazione di sei movimenti autonomisti del Nord, lui aveva solo 11 anni: Alessandro Zagni, classe 1978, commercialista, attuale capogruppo della Lega in consiglio comunale a Cremona, per anagrafe non può certo essere tra i “duri e puri” della prima ora, quelli che urlavano «Roma ladrona». Forse anche per questo la sua proposta politica è meno idealista e più concreta, meno sentimentale e più istituzionale, come si capisce dalle sue stesse parole.
Qual è lo stato di salute della Lega, secondo Lei?
«La Lega soffre del fatto di dover essere una forza di governo e di non poter giocare da battitore libero all’opposizione. Ciò le impone di assumersi delle responsabilità e di compiere delle scelte, che non a tutti vanno bene, per cui automaticamente si perde parte del consenso. Ma penso che questa sia la cosa giusta da fare, perché consente di incidere su questioni importanti, come la politica delle riaperture, il come e dove spendere le risorse del Pnrr (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza-NdR). Se sei al tavolo, puoi puntare a far sì che i tuoi obiettivi vengano accettati, se sei all’opposizione puoi semplicemente dire di no e non cambia nulla»....
«La Lega soffre del fatto di dover essere una forza di governo e di non poter giocare da battitore libero all’opposizione. Ciò le impone di assumersi delle responsabilità e di compiere delle scelte, che non a tutti vanno bene, per cui automaticamente si perde parte del consenso. Ma penso che questa sia la cosa giusta da fare, perché consente di incidere su questioni importanti, come la politica delle riaperture, il come e dove spendere le risorse del Pnrr (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza-NdR). Se sei al tavolo, puoi puntare a far sì che i tuoi obiettivi vengano accettati, se sei all’opposizione puoi semplicemente dire di no e non cambia nulla»....
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