«Uniti e responsabili»

11 NOV 21
Ultimo aggiornamento: 17:39 | 16 MAG 25
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«Noi Bossi, tutti senatori». Scherza Simone Bossi, 45 anni originario di San Bassano, sull’omonimia con il “Senatur Umberto”. Scherza ma sentendolo parlare viene in mente un certo “celodurimo”, tipico della Lega della prima ora. Fedele alla linea. «Sono una persona molto pragmatica - ammette -, sono un lavoratore con 25 anni di Partita Iva sulle spalle; non mi piace chiacchierare e basta... mi piace parlare ma portare a casa dei risultati... patisco, quando non arrivano». Senatore della Lega dal 2018, da quattro anni è vicepresidente della 14esima commissione permanente “Politiche europee”: «Il PNRR - dice - lo abbiamo seguito tutto noi in Commissione... un grosso lavoro con 380 persone audite e centinaia e centinaia di ore di lavoro».
Interessante?
«Sì, è stato un lavoro bellissimo. Tra l’altro io l’ho iniziato che ero in minoranza e poi mi sono ritrovato a seguirlo nella maggioranza...».
Ed con il cambio, ha cambiato anche il suo giudizio sul PNRR?
«No, ho sempre detto che il PNRR è una grande risorsa per tutti quanti. Il problema è capire come vengono spesi i soldi. Perché se utilizziamo questo Piano per creare Pil, per creare lavoro allora va bene, se tutti questi soldi li buttiamo via con il solito sistema all’italiana... allora no grazie.... La mia più grande preoccupazione, inoltre, era capire quali potessero essere le ricadute sui territori, capire come vengono spesi i soldi... tutte quelle “voci” nascondono un mondo. Invece, voglio sempre capire cosa c’è dietro. In questa come in tutte le altre situazioni».
Cosa c’è dietro, dunque, gli ultimi scontri tra Salvini e Giorgetti? E lei sta più dalla parte dell’uno o dell’altro?
«Sto dalla parte della Lega...».
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