Cambia il Pd locale Soldo detta le regole

Vittore Soldo è segretario provinciale del Pd da 3 anni. Pochi giorni fa ha ritenuto necessario proporre agli iscritti alcuni cambiamenti nella vita del partito che ritiene non più procastinabili. Nella sostanza, maggior responsabilizzazione dei circoli e dei territori anche perché, sottolinea il segretario, è finita l’epoca dei funzionari. «Oggi - dice Soldo - abbiamo solo un dipendente part time e facciamo tutti politica su base volontaria. Però un conto è poter dedicare alle questioni sul tappeto 8 ore subito, un altro riservare 2 ore il giorno successivo. Per questo vanno ripartiti in modo diverso i carichi di lavoro».
Partiamo però da un livello più elevato. Cosa si è concretizzato nel progetto Partito Democratico di 14 anni fa, con Walter Veltroni primo segretario e cosa invece è restato nelle intenzioni? «La prima osservazione da fare è che il Pd nasce come partito con una vocazione maggioritaria con la speranza di voler rappresentare un po’ tutto il mondo riformista e progressista italiano, tenendo insieme le diverse anime del centrosinistra e della Sinistra liberale e riformista, provando ad affermarsi in un contesto maggioritario. Ci è riuscito in parte. Adesso, però, sembra sia più il Centrodestra a insistere sul bipolarismo mentre nel Pd c’è una riflessione sulle opportunità che un sistema proporzionale può offrire. Una riflessione che auspico, ma che è solo abbozzata per il momento». «L’altra questione per cui nasce il Pd - continua Soldo - è il tentativo, per me riuscito, di velocizzare il processo di superamento delle ideologie del Novecento e delle organizzazioni che le rappresentavano. Io credo che il Partito Democratico abbia innescato un cambiamento anche nello schieramento avversario e negli altri partiti e questo ha provocato, nei primi anni, il risveglio e la sensibilizzazione di sensibilità diverse. In sostanza, con la nascita di un contenitore a vocazione maggioritaria e post ideologico, il PD ha cercato di essere qualcosa di diverso e moderno e ho l’impressione che ci sia riuscito. Poi, alti e bassi erano prevedbili e dipendono dalle altalentanti vicende politiche»....
Partiamo però da un livello più elevato. Cosa si è concretizzato nel progetto Partito Democratico di 14 anni fa, con Walter Veltroni primo segretario e cosa invece è restato nelle intenzioni? «La prima osservazione da fare è che il Pd nasce come partito con una vocazione maggioritaria con la speranza di voler rappresentare un po’ tutto il mondo riformista e progressista italiano, tenendo insieme le diverse anime del centrosinistra e della Sinistra liberale e riformista, provando ad affermarsi in un contesto maggioritario. Ci è riuscito in parte. Adesso, però, sembra sia più il Centrodestra a insistere sul bipolarismo mentre nel Pd c’è una riflessione sulle opportunità che un sistema proporzionale può offrire. Una riflessione che auspico, ma che è solo abbozzata per il momento». «L’altra questione per cui nasce il Pd - continua Soldo - è il tentativo, per me riuscito, di velocizzare il processo di superamento delle ideologie del Novecento e delle organizzazioni che le rappresentavano. Io credo che il Partito Democratico abbia innescato un cambiamento anche nello schieramento avversario e negli altri partiti e questo ha provocato, nei primi anni, il risveglio e la sensibilizzazione di sensibilità diverse. In sostanza, con la nascita di un contenitore a vocazione maggioritaria e post ideologico, il PD ha cercato di essere qualcosa di diverso e moderno e ho l’impressione che ci sia riuscito. Poi, alti e bassi erano prevedbili e dipendono dalle altalentanti vicende politiche»....
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