«Il certificato verde è una garanzia»

Il Green Pass diventa un obbligo anche nel mondo del lavoro, commercio compreso. Per lavorare dietro a un banco, che sia in un negozio o sulla pubblica piazza di un mercato, sarà necessario possedere la certificazione verde che è diventata ormai un passepartout un po’ ovunque, per vivere in tranquillità. Sebbene il provvedimento non sia visto di buon occhio dalla collettività, le categorie economiche la vedono come una possibilità di ripartenza. «Gli imprenditori hanno la necessità di lavorare con continuità per generare ricavi, investire, pagare gli stipendi per farlo vogliono prevenire ogni forma di aggressione di recrudescenza del virus» commenta Berlino Tazza, presidente di Asvicom Cremona e Crema. «Hanno constatato che la campagna vaccinale ha creato un perimetro di sicurezza favorevole. Il Green Pass, quindi, viene interpretato per la maggioranza dei commercianti come una garanzia in più per ottenere la sicurezza all’interno della propria attività commerciale».
Il provvedimento, che per il momento durerà fino al 31 dicembre, comporta una multa che va da 600 a 1.500 euro per i lavoratori che non fossero in regola e da 400 a mille euro per gli imprenditori che non facessero rispettare le regole. Questi ultimi saranno infatti responsabili dei controlli e quindi delle eventuali violazioni. In questo senso, rende noto ancora Tazza, la situazione è sotto controllo: «I nostri associati sono adeguatamente formati ed informati», sottolinea. «Il sistema di scannerizzazione e controllo del Green pass verifica agevolmente il possesso del certificato verde che può essere ottenuto grazie al vaccino, al tampone o alla guarigione dal Covid. È un metodo che rispetta la privacy del singolo dipendente. Sarà il negoziante ad approfondire e richiedere accertamenti qualora dovessero emergere problematiche»...
Il provvedimento, che per il momento durerà fino al 31 dicembre, comporta una multa che va da 600 a 1.500 euro per i lavoratori che non fossero in regola e da 400 a mille euro per gli imprenditori che non facessero rispettare le regole. Questi ultimi saranno infatti responsabili dei controlli e quindi delle eventuali violazioni. In questo senso, rende noto ancora Tazza, la situazione è sotto controllo: «I nostri associati sono adeguatamente formati ed informati», sottolinea. «Il sistema di scannerizzazione e controllo del Green pass verifica agevolmente il possesso del certificato verde che può essere ottenuto grazie al vaccino, al tampone o alla guarigione dal Covid. È un metodo che rispetta la privacy del singolo dipendente. Sarà il negoziante ad approfondire e richiedere accertamenti qualora dovessero emergere problematiche»...
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