«Le rinnovabili non bastano. Per raggiungere la decarbonizzazione, il nucleare è indispensabile»

4 OTT 21
Ultimo aggiornamento: 19:3916 MAG 25
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A scuotere il Paese da un certo “torpore” è stato Roberto Cingolani, fisico, accademico e dal 13 febbraio 2021 ministro della transizione ecologica nel Governo Deraghi quando, qualche giorno fa, ha dichiarato, con un approccio assolutamente condivisibile e pragmatico, che se il nucleare rappresentasse una possibilità per raggiungere l’obiettivo della decarbonizzazione che l’Europa si è data, sarebbe folle non prenderlo in considerazione. Le dichiarazioni del ministro hanno subito suscitato dibattiti e polemiche. Ma Cingolani ha fatto centro, evidenziando una realtà ben nota da diverso tempo, e cioè la fragilità del sistema Italia sul fronte dell’approvigionamento energetico. La scelta di uscire dal nucleare compiuta dal nostro Paese dopo Chernobyl - unico fra i grandi Paesi a chiudere le centrali atomiche - ci ha condannati a dipendere dalle fonti fossili (petrolio, carbone, gas), cioè i principali responsabili delle emissioni di Co2 in atmosfera e dei cambiamenti climatici che il pianeta sta vivendo. Sul numero del 17 settembre Mondo Padano ha pubblicato un’inchiesta intervistando scienziati, ambientalisti e rappresentanti delle istituzioni, con l’obiettivo di fare chiarezza su un tema strategico per il presente e il futuro del Paese. Proseguiamo il nostro viaggio con un’intervista esclusiva al professor Saverio Altieri, uno dei massimi esperti in Italia di energia nucleare. Ecco che cosa ci ha detto...
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