Paradiso dell’outdoor tra funghi e castagni

Il monte Maddalena, “la Maddalena” per i bresciani, è una montagna alta 805 metri sul livello del mare e ricca di opportunità per chi ama lo sport. Essendo la prima asperità ad elevarsi sulla pianura offre una vista sconfinata sull’alta pianura bresciana e, nelle giornate più limpide, dalla vetta si scorgono il Lago di Garda e la penisola di Sirmione. Sempre nelle giornate più terse, il versante occidentale della montagna offre una bella vista verso la Franciacorta e, talvolta, sulle Alpi più occidentali.
Perché è un paradiso dell’outdoor? Perché la strada asfaltata ha le caratteristiche di un passo alpino ed attira ciclisti e skiroller, i suoi boschi sono percorsi da escursionisti e mountain biker, oltre che da nordic walker e trail runner. E trovano spazio persino gli amanti del tiro con l’arco oltre che i cercatori di funghi e, soprattutto, castagne.
In bici, lasciandosi alle spalle piazzale Arnaldo si pedala per 2-300 metri sulla trafficatissima via Turati. All’incrocio con via Panoramica, si azzera il contachilometri e si inizia a pedalare in salita. Un cartello riporta la distanza da coprire, ovvero 10.2 km, e il dislivello da superare, 656 metri. I primi tre chilometri sono i più facili: si sale con pendenze moderate ulteriormente alleggerite da ampi tornanti. Sono i momenti in cui godere dei migliori affacci sul centro storico: spiccano la cupola del Duomo ed il castello.
Al km 3.5 inizia il tratto più duro: le pendenze iniziano a farsi sentire pur senza mai arrivare ad essere proibitive. Poco dopo il km 5.5, superato un tornante, la salita diviene sempre più pedalabile finché, poco prima del km 9, si gode addirittura di un breve tratto in discesa. E’ il preludio al gran finale: un tornante, una serie di curve nel bosco e si possono alzare le braccia al cielo festeggiando il traguardo...
Perché è un paradiso dell’outdoor? Perché la strada asfaltata ha le caratteristiche di un passo alpino ed attira ciclisti e skiroller, i suoi boschi sono percorsi da escursionisti e mountain biker, oltre che da nordic walker e trail runner. E trovano spazio persino gli amanti del tiro con l’arco oltre che i cercatori di funghi e, soprattutto, castagne.
In bici, lasciandosi alle spalle piazzale Arnaldo si pedala per 2-300 metri sulla trafficatissima via Turati. All’incrocio con via Panoramica, si azzera il contachilometri e si inizia a pedalare in salita. Un cartello riporta la distanza da coprire, ovvero 10.2 km, e il dislivello da superare, 656 metri. I primi tre chilometri sono i più facili: si sale con pendenze moderate ulteriormente alleggerite da ampi tornanti. Sono i momenti in cui godere dei migliori affacci sul centro storico: spiccano la cupola del Duomo ed il castello.
Al km 3.5 inizia il tratto più duro: le pendenze iniziano a farsi sentire pur senza mai arrivare ad essere proibitive. Poco dopo il km 5.5, superato un tornante, la salita diviene sempre più pedalabile finché, poco prima del km 9, si gode addirittura di un breve tratto in discesa. E’ il preludio al gran finale: un tornante, una serie di curve nel bosco e si possono alzare le braccia al cielo festeggiando il traguardo...
LEGGI IL SERVIZIO COMPLETO SULL’EDIZIONE DI MONDO PADANO IN EDICOLA FINO A GIOVEDì 30 SETTEMBRE, OPPURE ABBONANDOTI SU WWW.MONDOPADANO.IT