Nucleare, Luciano Pizzetti: «La ricerca deve continuare. Rifiutarla è da Talebani»

Tra 10 o 15 anni ci sarà un’energia nucleare prodotta in modo sicuro, senza scorie e virtualmente inesauribile. Sembra la prospettiva concreta del progetto di un nucleare pulito che ha l’Eni come capofila di una serie di aziende. La domanda che verrebbe spontanea è: cosa aspettiamo ad aderire? La giriamo a Luciano Pizzetti, deputato di lungo corso del Pd. «È un campo minato, ideologizzato, un campo in cui esiste ancore la pratica di “indurre paura” - esordisce il parlamentare - ma dobbiamo tenere presente alcuni fattori. Il primo: il costo energetico per l’Italia è molto più elevato rispetto agli altri Paesi europei perchè non abbiamo fonti fossili Ora, stiamo implementando le fonti rinnovabili, ma anche queste hanno un costo elevato e un’incidenza parziale. Un’economia moderna non si può basare solo su fonti energetiche alternative. Questo è il primo punto. Aggiungerei che la bolletta di energia e gas è già aumentata del 20% e si prospetta un ulteriore aumento, questa volta addirittura del 40% a causa dell’incremento delle materie prime. Il Governo dovrà intervenire per calmierare l’aumento. Ma fino a quando potremo spendere per neutralizzare tutti i sussulti di mercato o geopolitici che non sono di nostro gradimento? ». «Il secondo fattore da tenere presente - prosegue Pizzzetti - è che abbiamo avuto ben due referendum sul tema , nel 1987 dopo Chernbyl e nel 2011 per abrogare una legge che consentiva nuovi progetti sul nuclerare ed entrambi i risultati non hanno lasciato dubbi sulla volontà popolare. Noi stiamo parlando, però, di un’era geologica fa perché quel nucleare di prima generazione, a volte per errori di gestione, ha avuto conseguenze gravi sulle persone ed è stato sempre percepito come pericoloso....
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