Nucleare, Edo Ronchi: «Oggi è solo un dibattito culturale. Domani si vedrà. Ma per il momento l'Italia ha bisogno di elettricità, idrogeno verde, biocarburanti e biocombustibili»

Il ministro della Transizione ecologica, Roberto Cingolani, nei giorni scorsi è stato chiarissimo: «se la sicurezza fosse elevata ed il costo basso, sarebbe da folli non considerare» il nucleare di quarta generazione. Affermazioni, che hanno immediatamente scatenato le più opposte reazioni. Ma quanto c’è, in esse, di realistico e di fondato? Lo abbiamo chiesto al professor Edo Ronchi, docente prima di Legislazione dell’ambiente presso l’Università di Bologna, poi presso la facoltà di Architettura a Roma, nonché ministro dell’Ambiente nei governi Prodi I, D’Alema I e II dal 1996 al 2000.
Che ne pensa delle dichiarazioni del ministro Cingolani?
«L’ultimo rapporto dell’Agenzia internazionale dell’Energia, il World Energy Outlook, fornisce dati precisi. Sono relativi al 2019, poiché quelli del 2020, a causa della pandemia, non sono considerabili come ordinari. Tali dati ci dicono che il nucleare da fissione nel mondo è in netto declino. La quota di energia elettrica prodotta con le centrali nucleari dal 2010 al 2019 è diminuita dal 13 al 10%. La potenza installata dei reattori nucleari nel mondo è rimasta sostanzialmente costante, cioè da 402 GW a 415 GW; di contro, l’elettricità prodotta da fonti rinnovabili nel mondo è salita dal 20% nel 2010 al 27% nel 2019 ed è aumentata di 323 TWh l’anno. Quella prodotta dalle centrali nucleari è, invece, praticamente ferma, è di 3,6 TWh l’anno: quindi siamo di fronte ad una tecnologia stagnante, potenzialmente in regressione.
Io ricordo il dibattito, all’indomani di Chernobyl, sui reattori di terza generazione, che dovevano essere intrinsecamente sicuri e meno costosi, invece sono stati un flop, nonostante promesse e grandi dichiarazioni....
«L’ultimo rapporto dell’Agenzia internazionale dell’Energia, il World Energy Outlook, fornisce dati precisi. Sono relativi al 2019, poiché quelli del 2020, a causa della pandemia, non sono considerabili come ordinari. Tali dati ci dicono che il nucleare da fissione nel mondo è in netto declino. La quota di energia elettrica prodotta con le centrali nucleari dal 2010 al 2019 è diminuita dal 13 al 10%. La potenza installata dei reattori nucleari nel mondo è rimasta sostanzialmente costante, cioè da 402 GW a 415 GW; di contro, l’elettricità prodotta da fonti rinnovabili nel mondo è salita dal 20% nel 2010 al 27% nel 2019 ed è aumentata di 323 TWh l’anno. Quella prodotta dalle centrali nucleari è, invece, praticamente ferma, è di 3,6 TWh l’anno: quindi siamo di fronte ad una tecnologia stagnante, potenzialmente in regressione.
Io ricordo il dibattito, all’indomani di Chernobyl, sui reattori di terza generazione, che dovevano essere intrinsecamente sicuri e meno costosi, invece sono stati un flop, nonostante promesse e grandi dichiarazioni....
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