Una visita nel... futuro della città

Nelle ultime settimane si è parlato qualche volta dell’esito fortunato di un bando regionale a cui il nostro Comune ha partecipato, ottenendo risorse per 14 milioni di euro per finanziare il progetto. Il titolo del programma di intervento, così come lo si legge nell’allegato B che illustra la “Proposta di Strategia preliminare di sviluppo urbano sostenibile”, redatto dall’ Arch. Giovanni Donadio e dal suo gruppo di lavoro nel marzo 2021 è: “Una città per tutti: strategie di rigenerazione degli spazi urbani e di ripensamento dei servizi del centro storico per renderlo più accessibile alla popolazione anziana e più vivibile per le famiglie e le giovani generazioni.” Si tratta di un documento molto complesso, da cui finora la pubblica informazione ha tratto acriticamente solo i dati delle schede pre-progettuali, senza minimamente coglierne la portata. Come sempre la cosa più importante è il denaro, i milioni: forse solo dopo che si saranno concretizzati in moneta sonante le varie parti politiche si avventeranno sul bottino cercando i modi più proficui per utilizzarli. Attenzione però, questa volta il progetto che investe il cosiddetto “Comparto Radaelli”, che con le sue estreme propaggini coinvolge temi che riguardano il tessuto urbano da Via Mercatello a Viale Trento e Trieste, non è nè banale nè superficiale: forse è il proposito urbanistico ed architettonico più rilevante (assieme al recupero delle ex caserme) per Cremona negli ultimi 40 anni (anche se, noiosamente, per la sua portata ancora una volta devo avvicinarlo a quell’ “Ospedale che fare” promosso dall’intelligenza architettonica che, riunitasi in un comitato civico, scosse la città a partire dal 1972), con in più la forza di inseririsi in una grande area il cui progetto di recupero (ancora non era di moda parlare di rigenerazione) si è fermato da decenni, dimenticato, ignorato, di cui le premesse ideali si sono silenziosamente dissolte nel tempo.
Ebbene, guardando questo nuovo documento alcune diffidenze, anche preconcette, mi si erano manifestate: soprattutto non mi convinceva, perchè non ne ravvedevo alcuna utilità, la proposta di aprire un nuovo percorso pubblico all’interno dell’area del cosiddetto vecchio ospedale, parallela a Via Radaelli, che da Piazza Lodi conducesse a Piazza Giovanni XXIII. I temi in gioco sono tanti, come gli ambiti coinvolti, ed è immediato chiedersi: un nuovo quartiere? ...
Ebbene, guardando questo nuovo documento alcune diffidenze, anche preconcette, mi si erano manifestate: soprattutto non mi convinceva, perchè non ne ravvedevo alcuna utilità, la proposta di aprire un nuovo percorso pubblico all’interno dell’area del cosiddetto vecchio ospedale, parallela a Via Radaelli, che da Piazza Lodi conducesse a Piazza Giovanni XXIII. I temi in gioco sono tanti, come gli ambiti coinvolti, ed è immediato chiedersi: un nuovo quartiere? ...
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