«Troppi interrogativi, una ripresa nel segno dell’incertezza»

L’anno scolastico non è ancora ufficialmente iniziato, ma già serpeggia un certo malumore nelle famiglie. Per tanti motivi, come ci spiega Michele Ghezzi, presidente dell’A.Ge., Associazione Genitori di Cremona.
I provvedimenti assunti saranno sufficienti o prevedete il caos?
«I provvedimenti di cui si ha notizia ad oggi non sembrano particolarmente incisivi, ad esempio in termini di distanziamento adeguato. E ciò, sia nei trasporti, per i quali si parla di una soglia di utilizzo dell’80% ovvero di lasciare libero 1 posto ogni 5, sia nelle aule scolastiche, non essendo state in generale previste classi meno popolate rispetto agli ultimi anni. L’iniziativa più clamorosa, l’obbligo del green-pass per gli insegnanti, si distingue per essere a costo zero e per incidere su una frazione minima della popolazione scolastica (il 10% dei docenti non ancora vaccinati, che costituiscono meno dell’1% della popolazione scolastica)...».
Molte, dunque, le incognite “strutturali”: come genitori, siete preoccupati?
«Sappiamo che molti insegnanti lo scorso anno hanno fatto il possibile per minimizzare i problemi causati appunto dalla lunga permanenza nelle aule (arieggiando il più possibile, aiutando i bambini a rispettare le regole di distanza e di uso corretto delle mascherine...). Per quest’anno immagino che si ripeta lo stesso scenario, con un timido ottimismo per l’immunizzazione portata dai vaccini, sperando che sia in grado di frenare la circolazione del virus. Peccato però che si sia persa l’occasione di accettare classi meno numerose: oltre al distanziamento, ne avrebbe giovato anche la didattica...»...
I provvedimenti assunti saranno sufficienti o prevedete il caos?
«I provvedimenti di cui si ha notizia ad oggi non sembrano particolarmente incisivi, ad esempio in termini di distanziamento adeguato. E ciò, sia nei trasporti, per i quali si parla di una soglia di utilizzo dell’80% ovvero di lasciare libero 1 posto ogni 5, sia nelle aule scolastiche, non essendo state in generale previste classi meno popolate rispetto agli ultimi anni. L’iniziativa più clamorosa, l’obbligo del green-pass per gli insegnanti, si distingue per essere a costo zero e per incidere su una frazione minima della popolazione scolastica (il 10% dei docenti non ancora vaccinati, che costituiscono meno dell’1% della popolazione scolastica)...».
Molte, dunque, le incognite “strutturali”: come genitori, siete preoccupati?
«Sappiamo che molti insegnanti lo scorso anno hanno fatto il possibile per minimizzare i problemi causati appunto dalla lunga permanenza nelle aule (arieggiando il più possibile, aiutando i bambini a rispettare le regole di distanza e di uso corretto delle mascherine...). Per quest’anno immagino che si ripeta lo stesso scenario, con un timido ottimismo per l’immunizzazione portata dai vaccini, sperando che sia in grado di frenare la circolazione del virus. Peccato però che si sia persa l’occasione di accettare classi meno numerose: oltre al distanziamento, ne avrebbe giovato anche la didattica...»...
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