«Ben venga la sicurezza, ma sarà efficace?»

Accanto a chi si sente assolutamente tranquillo nel seguire le normative, c’è anche chi guarda con una certa perplessità l’avvento del Green pass obbligatorio nei ristoranti. E’ il caso di Alessandro Lupi, titolare del bar “Cookies” (nonché presidente Fipe Confcommercio Cremona). Non è la sicurezza che si contesta, ma la reale efficacia del provvedimento. «Da sempre siamo per una cultura della ripartenza in sicurezza - evidenzia Lupi - Abbiamo preteso di lavorare impegnandoci ad adottare protocolli severissimi, facendoci carico dei costi per adeguare i locali, investendo sulla formazione del personale. Oggi ci viene chiesto un ulteriore sforzo. Siamo pronti a garantire tutta la nostra attenzione e crediamo che la priorità sia proprio quella di scongiurare la ripartenza del contagio e allontanare ogni prospettiva di nuovi lockdown, non più sopportabili. Piuttosto, ancora una volta, ci interroghiamo sull’efficacia di un provvedimento parziale. Senza Green pass si potrà andare in vacanza, sui mezzi pubblici, al supermercato, persino in ufficio, in fabbrica o a scuola ma non entrare in un bar o un ristorante. Si potrà cenare nei ristoranti dei villaggi, degli alberghi, dei campeggi mentre in tutti gli altri servirà il Green pass».
Questo porta a una certa perplessità, sia come Fipe sia come esercente, «di fronte ad un provvedimento che ostinatamente (e contrariamente ad ogni evidenza) vuole riaffermare che ci sono luoghi privilegiati per il contagio. In questo modo si penalizzano solo alcune categorie...
Questo porta a una certa perplessità, sia come Fipe sia come esercente, «di fronte ad un provvedimento che ostinatamente (e contrariamente ad ogni evidenza) vuole riaffermare che ci sono luoghi privilegiati per il contagio. In questo modo si penalizzano solo alcune categorie...
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