«Giochi senza pubblico? Anomalia che toglie sostegno agli atleti»

Arrivando a Casalmaggiore si notano, a lato di una rotonda, le sagome in ferro di quattro atleti intenti a remare. Il tributo che l’amministrazione comunale ha fatto installare per ricordare la fortunata tradizione canoista della città.
Perché qui il fiume non rappresenta soltanto un elemento paesaggistico e ambientale. Quel tracciato naturale consente a chi lo gradisce la possibilità di scendere in acqua con le imbarcazioni, unendo la passione sportiva a quella semplicemente turistica. Ma c’è chi ha fatto di più, impegnandosi a tal punto con i remi dal trasformare un passatempo in una vera e propria professione foriera di risultati strepitosi. Basti citare due nomi che si sono distinti a livello mondiale nel canottaggio, Gianluca Farina vincitore della medaglia d’oro alle Olimpiadi di Seoul in Corea (1988) e d’argento a Barcellona (1992) e Simone Raineri, che di Olimpiadi ne ha disputate ben quattro. Meglio di lui a Casalmaggiore non c’è persona cui poter chiedere un commento e qualche previsione sulla manifestazione che si apre a Tokyo, situazione pandemica permettendo. «Io non credo che l’evento possa subire una cancellazione perché tutto è pronto da mesi e i contagi penso siano stati isolati», affer,a. Comunque le Olimpiadi senza la presenza del pubblico rappresentano un’anomalia notevole perché toglie quella magia, quell’atmosfera particolare che contraddistingue appuntamenti di questo livello. Ne risentiranno anche gli atleti perché mancherà lo stimolo che ti arriva con il sostegno fisico dei tifosi».
Perché qui il fiume non rappresenta soltanto un elemento paesaggistico e ambientale. Quel tracciato naturale consente a chi lo gradisce la possibilità di scendere in acqua con le imbarcazioni, unendo la passione sportiva a quella semplicemente turistica. Ma c’è chi ha fatto di più, impegnandosi a tal punto con i remi dal trasformare un passatempo in una vera e propria professione foriera di risultati strepitosi. Basti citare due nomi che si sono distinti a livello mondiale nel canottaggio, Gianluca Farina vincitore della medaglia d’oro alle Olimpiadi di Seoul in Corea (1988) e d’argento a Barcellona (1992) e Simone Raineri, che di Olimpiadi ne ha disputate ben quattro. Meglio di lui a Casalmaggiore non c’è persona cui poter chiedere un commento e qualche previsione sulla manifestazione che si apre a Tokyo, situazione pandemica permettendo. «Io non credo che l’evento possa subire una cancellazione perché tutto è pronto da mesi e i contagi penso siano stati isolati», affer,a. Comunque le Olimpiadi senza la presenza del pubblico rappresentano un’anomalia notevole perché toglie quella magia, quell’atmosfera particolare che contraddistingue appuntamenti di questo livello. Ne risentiranno anche gli atleti perché mancherà lo stimolo che ti arriva con il sostegno fisico dei tifosi».
Che ricordi hai delle tue presenze olimpiche?
«Sono sensazioni che rimangono dentro per sempre. A Sydney ho praticamente coronato il sogno della mia vita toccando da giovane un traguardo che ogni sportivo vorrebbe raggiungere. Mi viene in mente un paragone con la recente conquista degli Europei di calcio da parte dell’Italia. Una compagine priva di fenomeni ma formata da giocatori giovani determinati e pieni di passione. Ecco le stesse emozioni che ho provato sulla mia pelle in Australia quattro anni dopo quella di Atene doveva essere l’Olimpiade della conferma e della crescita. Purtroppo un infortunio capitato alla vigilia ha causato una delusione molto forte con il piazzamento al decimo posto. La riscossa è avvenuta a Pechino, l’anno della rinascita con la conquista della medaglia d’argento. Infine Londra mi ha fatto comprendere che la mia carta d’identità rappresentava una barriera quasi insormontabile....
«Sono sensazioni che rimangono dentro per sempre. A Sydney ho praticamente coronato il sogno della mia vita toccando da giovane un traguardo che ogni sportivo vorrebbe raggiungere. Mi viene in mente un paragone con la recente conquista degli Europei di calcio da parte dell’Italia. Una compagine priva di fenomeni ma formata da giocatori giovani determinati e pieni di passione. Ecco le stesse emozioni che ho provato sulla mia pelle in Australia quattro anni dopo quella di Atene doveva essere l’Olimpiade della conferma e della crescita. Purtroppo un infortunio capitato alla vigilia ha causato una delusione molto forte con il piazzamento al decimo posto. La riscossa è avvenuta a Pechino, l’anno della rinascita con la conquista della medaglia d’argento. Infine Londra mi ha fatto comprendere che la mia carta d’identità rappresentava una barriera quasi insormontabile....
LEGGI IL SERVIZIO COMPLETO SULL’EDIZIONE DI MONDO PADANO IN EDICOLA FINO A GIOVEDì 29 LUGLIO, OPPURE ABBONANDOTI SU WWW.MONDOPADANO.IT