«Pronti a fare bene rispettando la “bolla”»

E’ davvero molto nutrita la rappresentanza cremonese nella spedizione del canottaggio nazionale alle Olimpiadi di Tokyo che stanno per prendere il via con un anno di ritardo sulla tabella prevista: tre tecnici su sette, Luigi Arrigoni, Giancarlo e Claudio Romagnoli, e tre atleti su ventisei, Giacomo Gentili, Alessandra Montesano e Valentina Rodini, provengono infatti dalla nostra provincia e hanno raggiunto il paese del Sol Levante per rinverdire la tradizione del canottaggio cremonese che, in edizioni nemmeno troppo lontane, ha visto trionfare nella manifestazione a cinque cerchi campioni del calibro di Gianluca Farina, Nicola Sartori e Simone Raineri.
Abbiamo raggiunto telefonicamente a Tokyo Giancarlo Romagnoli, consigliere della Canottieri Baldesio e allenatore della squadra di canottaggio maschile.
«Manca ancora qualche giorno alle gare - ci dice - e fortunatamente non è ancora ora di avere ansia da prestazione: insieme agli atleti e agli altri tecnici sto vivendo questa esperienza molto serenamente, con grande attenzione alla rifinitura degli allenamenti e alla ricerca tecnica, in vista delle gare che avranno inizio il 23 luglio. Dal villaggio olimpico, con un viaggio di 20-30 minuti ci spostiamo in pullman al campo di gara per gli allenamenti e lì si entra immediatamente nel clima agonistico che, a dire il vero, non si discosta molto da quello generato dalle tensioni e dalle sensazioni di altre manifestazioni di alto livello come Campionati Europei o Mondiali».
Di ben altro tenore le emozioni suscitate dalla vita nel villaggio olimpico, «praticamente un vero quartiere con palazzine di diciotto piani - prosegue - Una di queste è totalmente dedicata a noi italiani, personale Coni e squadre: una realtà davvero inimmaginabile per chi, come me, è al debutto in una Olimpiade....
Abbiamo raggiunto telefonicamente a Tokyo Giancarlo Romagnoli, consigliere della Canottieri Baldesio e allenatore della squadra di canottaggio maschile.
«Manca ancora qualche giorno alle gare - ci dice - e fortunatamente non è ancora ora di avere ansia da prestazione: insieme agli atleti e agli altri tecnici sto vivendo questa esperienza molto serenamente, con grande attenzione alla rifinitura degli allenamenti e alla ricerca tecnica, in vista delle gare che avranno inizio il 23 luglio. Dal villaggio olimpico, con un viaggio di 20-30 minuti ci spostiamo in pullman al campo di gara per gli allenamenti e lì si entra immediatamente nel clima agonistico che, a dire il vero, non si discosta molto da quello generato dalle tensioni e dalle sensazioni di altre manifestazioni di alto livello come Campionati Europei o Mondiali».
Di ben altro tenore le emozioni suscitate dalla vita nel villaggio olimpico, «praticamente un vero quartiere con palazzine di diciotto piani - prosegue - Una di queste è totalmente dedicata a noi italiani, personale Coni e squadre: una realtà davvero inimmaginabile per chi, come me, è al debutto in una Olimpiade....
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