«Lanzarote, per il momento, è un’isola felice»

22 LUG 21
Ultimo aggiornamento: 17:35 | 16 MAG 25
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Lorenzo Rossetti, 62 anni, nato a Soresina, libero professionista nel settore immobiliare, è titolare inoltre di un’agenzia di consulenze per pratiche amministrative, fiscali, commerciali e consolari a supporto dei nostri connazionali che desiderano spostare la loro residenza o relazionarsi in maniera stabile e continuativa, con l’isola di Lanzarote alle Canarie. Con la moglie Fulvia, con la quale condivide anche l’attività professionale, si è trasferito qui nel 1995, è padre di due figli, Edgar e Karina e non ha mai dimenticato le sue radici cremonesi rimanendo sempre in contatto con parenti e amici in Italia.

Lorenzo, per quale motivo ha scelto di vivere in Spagna?
«Dopo aver viaggiato molto e, dopo aver visitato luoghi e Paesi molto diversi dal mio, mi sono reso conto che lo stile di vita imposto dalla società italiana, generava a mio parere un eccesso di obblighi da rispettare e doveri da compiere, che avrebbero limitato forse troppo la mia libertà. La scelta delle Canarie fu al tempo un compromesso fra le mie idee e quelle di mia moglie, ma devo ammettere oggi che si trattò della scelta più giusta».
Che lavoro svolge all’estero? Da quanto tempo e in quale città?
«Da ormai 25 anni vivo a Lanzarote, un’isola particolare, diversa dalle altre isole delle Canarie, la più cara forse ma, anche la più esclusiva.
Con mia moglie Fulvia, gestiamo due uffici a Puerto del Carmen, un’agenzia immobiliare e una consulting impostata sulla gestione delle procedure relazionate con quasi tutte le problematiche burocratiche che gli italiani incontrano quando si trasferiscono qui».
La Spagna offre opportunità di lavoro? Quali sono i settori che offrono più opportunità?
<+S TONDO>«La Spagna, come l’Italia, offre opportunità di lavoro in modo discontinuo, in base ai periodi di crisi o di boom legati a tutto il resto d’Europa e del mondo. Fino a prima del Covid il settore che maggiormente impiegava forze lavorative, almeno qui alle Canarie, era ovviamente quello turistico. Ora si spera in una ripresa che non sembra molto lontana ma che, verosimilmente, non riporterà le cose come prima»....
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