Alla decima Olimpiade: «Il mio sogno è risentire l’urlo di Galeazzi»

22 LUG 21
Ultimo aggiornamento: 17:34 | 16 MAG 25
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Da Monaco 1972 a Tokyo 2020 sono passati quasi 50 anni. Oreste Perri, ct della squadra olimpica di canoa, parteciperà alla sua decima Olimpiade. Sono 3 quelle disputate da atleta (Monaco, Montreal e Mosca) e 6 quelle vissute da commissario tecnico (Seul, Barcellona, Atlanta, Sidney, Atene e Pechino). Se non fosse stato sindaco di Cremona per un quinquennio e responsabile regionale del Coni per un mandato, poteva collezionare un paio di presenze in più. Ma, già così, ci si potrebbe accontentare.
Perri, domenica partirà per Tokyo e martedì sarà il suo compleanno. Che effetto fa compiere 70 anni durante i Giochi, cosa significa per lei?
«Ogni compleanno è un bilancio, è occasione per ricordare e anche per fare nuovi progetti. 70 anni non sono pochi ma l’averli vissuti con intensità svolgendo attività che mi hanno dato anche grandi soddisfazioni mi conforta e mi accende l’entusiasmo per vivere questa nuova avventura olimpica. Alla mia prima Olimpiade nel 1972, a Monaco, avevo 21 anni: ero nel pieno vigore del fisico e dell’agonismo. Ho partecipato ad altre due Olimpiadi come atleta e ad altre sei come direttore tecnico. Ora, a 70 anni, sto per vivere la decima a Tokyo: sono emozionato e sempre entusiasta. In fondo il mio sport, il mio “gioco” è diventato il mio lavoro e per questo ritengo di essere stato molto fortunato. Per le candeline… credo che le spegnerò quando tornerò a casa!»....
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