Pizzetti: meglio la rottura Poi dialogo con i “Contiani”

8 LUG 21
Ultimo aggiornamento: 19:3416 MAG 25
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Luciano Pizzetti sta dalla parte di Conte nella battaglia contro Grillo, sta dalla parte di Fassina nella polemica indiretta con Letta sul disegno di legge Zan, sta con Renzi nelle querelle contro i Ferragnez. Sottolinea, peraltro, di essere un deputato del Pd e non di italia viva e di non aver mai messo piede alla Leopolda, ma ricorda a Chiara e Fedez che la legge sulle Unioni civili l’ha portata a casa proprio Renzi nel caso non l’avessero ben presente.
«La crisi dei 5 stelle era inevitabile - commenta - perché la storia è quella di un partito nato per combattere il Castello che poi ha avuto modo di insediarsi a corte e di prenderne anche tutti i vizi. Ma la ritengo una crsi salutare in un Movimento in cui c’è ancora dentro  di tutto. Spero anche, non me ne vogliano, che l’opera di pontieri e mediatori non abbia efficacia. Ritengo, infatti, che occorra una chiarezza cristallina. L’ala massimalista non può convivere con quella riformista. Se Conte saprà rappresentare questa seconda parte, potrà prendere corpo la  prospettiva di una futura alleanza progressista. Che è poi quello che succede in tutta Europa: una coalizione di forze progressiste».
 
È necessario dunque che vinca Conte, oppure che perda e che si stacchi da Grillo...
«L’importante è che vi sia chiarezza. Perciò ritengo necessaria anche una riflessione politica di Conte. Di fatto, è passato da un’alleanza con Salvini a una con Zingaretti con la disinvoltura di chi si cambia un paio di calzini. In politica, non si fa così. Perché potrebbe sorgere il dubbio che se Salvini non avesse rotto, l’alleanza giallo-verde avrebbe potuto continuare. E non era, lo ricordo, un governo di emergenza....
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